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domenica 16 maggio 2010

Dedicato a Ronnie James Dio


Today my heart is broken, Ronnie passed away at 7:45am 16th May.
Many, many friends and family were able to say their private good-byes
before he peacefully passed away. Ronnie knew how much he
was loved by all. We so appreciate the love and support that you have
all given us. Please give us a few days of privacy to deal...


Con questo messaggio, Wendy, moglie e manager di Ronnie James Dio, ha dato oggi l'annuncio della sua scomparsa.

Con Ronnie James Dio, se n'è andato un pezzo della mia vita. Un pezzo importantissimo. Non penso che oggi amerei la musica quanto l'amo se non fosse stato per lui. Ho avuto la fortuna di conoscerlo e poter parlare con lui in più di un'occasione... mi aveva colpito per la sua umanità e umiltà, e dire che lui era una vera leggenda, ma questo non lo faceva mai pesare a nessuno, perché era anche un grande uomo. Lui di corporatura così minuta, ma col talento, il cuore e soprattutto la voce di un gigante.

Addio Ronnie, non dimenticherò mai tutto quello che mi hai insegnato, tutte le emozioni che mi hai dato. Senza di te, i Drakkar e i Crimon Dawn non sarebbero mai esistiti. Così come centinaia di altre band heavy metal ben più importanti delle mie. La tua musica resterà sempre con me, eterna testimonianza della tua grandezza. I tuoi fan ti amavano e tu amavi i tuoi fan. La tua eredità sarà eterna.

martedì 23 marzo 2010

Creare

Tornare a dare forma a un'opera dopo quasi dieci anni è come aprire una porta sul passato e renderti conto che sei ancora tu, ma sei cambiato. La tua vita è un'altra, la tua arte è un'altra. E fa paura, ma è anche meraviglioso. E ti porta a chiederti quale sia il significato profondo di quello che hai dentro, sempre che ce ne sia uno.
In questi dieci anni non sono stato con le mani in mano: ho comunque composto canzoni, qualcosina ho registrato ("Classified" e il demo dei Crimson Dawn) e ho continuato a respirare musica, anche se a volte ho preferito trattenere il fiato per non soffrire troppo. Ma entrare in studio con la consapevolezza di dover registrare un vero e proprio album è una cosa diversa. Da un certo punto di vista, è come riannodare i fili di un'esistenza passata, riprendere un discorso lasciato a metà così tanto tempo fa che ormai non sei nemmeno più certo di cosa volevi dire. Ma è anche un'esperienza esaltante. Estasi creativa, voglia di uscire dal guscio in cui ti eri chiuso, di viaggiare, di lottare ancora. Di aprirti al mondo nel modo più diretto e personale che conosci. Di buttare fuori quello che hai dentro.
Passione. Bruciante, concreta. E d'improvviso capisci che covava sotto le cenere da troppo tempo, ma che al tempo stesso nulla succede per caso. Che probabilmente aveva BISOGNO di restare sotto traccia per un po', perché l'arte si alimenta di vita, e non può nutrirsi se quella vita non la vivi, non la assapori, con tutte le sue cazzate, i suoi sbagli, i suoi momenti di gloria, le cose belle e brutte. A volte, per tornare a trovare le parole o le note, hai bisogno di accumulare esperienze, di cambiare prospettiva, di ritrovare qualcosa che valga la pena di essere raccontato e la voglia di raccontarlo.
Di crescere.

giovedì 24 dicembre 2009

Best of 2009

Bene, visto che ho qualche minuto libero, ecco il mio bilancio dell'intrattenimento di quell'annataccia del 2009!

Best album - È uscito da mesi, e ancora non ho avuto il tempo di dedicargli un post come avrei voluto... Vabbè, prima o poi...! Comunque, il mio voto va all'imprescindibile The Devil You Know degli Heaven and Hell (ma potete anche chiamarli Black Sabbath: non si offenderanno). Il grande ritorno della line-up composta da Tony Iommi, Geezer Butler, Ronnie James Dio e Vinnie Appice, primo album completo di inediti dopo 17 anni, era atteso in maniera spasmodica dalla maggior parte degli amanti dell'heavy metal, me compreso, e non ha deluso le aspettative. Da Atom And Evil a Breaking Into Heaven, non c'è un brano che non sia illuminato dai riff di Tony Iommi e dalla voce di Ronnie James Dio, splendidamente coadiuvati da Geezer e Vinnie, sezione ritmica sempre fantasiosa e potente. Ha veramente dell'incredibile pensare che abbiano abbondamente superato i sessanta e siano cionostante ancora in grado di creare musica di questo livello, nonostante le decine di album alle spalle. Non ci sono altri gruppi invecchiati così bene nel metal (e probabilmente non solo in quello). Da brividi!


Menzione d'onore per un altro vecchietto terribile, l'inossidabile Udo, capace di sfornare con la sua band un disco come Dominator, che lo riporta su livelli davvero molto vicini a quelli dei capolavori partoriti con gli Accept. Mitico!

Best book - Quest'anno voglio citare qualcosa di diverso dal solito... non un romanzo, ma un "saggio divulgativo". Si intitola I 100 più grandi chitarristi metal ed è scritto dal giornalista inglese Joel McIver, grande appassionato di chitarra metal. Al di là della "classifica" da lui proposta, che si può condividere o meno ma che sicuramente ha delle basi solide e non campate in aria, a conquistare di questo libro è soprattutto il modo in cui coniuga uno stile divulgativo e avvincente con tante informazioni e nozioni sul mondo della chitarra metal e dei suoi interpreti. Per tutti coloro che sono interessati all'argomento, una lettura consigliatissima, capace di essere egualmente interessante per l'esperto e per il neofita.


Best comic book - Avevo sperato, ahimè, di poter inserire in questa classifica The Flash: Rebirth, il rilancio del franchise da me più amato, ma la miniserie di Geoff Johns e Ethan Van Sciver ha parzialmente deluso le mie aspettative. La "rinascita" di Green Lantern, da loro orchestrata qualche anno fa, era di ben altro spessore e stavolta il fulmine (ironicamente, visto che parliamo di Flash) non ha colpito due volte nello stesso punto.
Eliminato questo dinamico duo di autori dall'equazione, non mi resta che votare per la prima parte dello splendido Daredevil di Ed Brubaker e Michael Lark, ristampata nel corso dell'anno dalla Marvel nello splendido formato Omnibus. Davvero un grandissimo fumetto, intenso da far male, con una tale tensione da mozzare il fiato. Devil è un personaggio che ha avuto grandissimi autori nella sua storia e già solo per questo è una sfida per chiunque... Ma il team di quell'altro capolavoro chiamato Gotham Central non si fa certo intimidire e confeziona l'ennesimo successo. Complimenti.


Da segnalare anche:

  • l'esperimento Wednesday Comics in casa DC, davvero riuscito: un settimanale di grande formato, con fumetti costruiti sullo stile delle vecchie tavole domenicali dei quotidiani e soprattutto scritti e disegnati da autori strepitosi, e
  • la graphic novel Parker, The Hunter di Darwyn Cooke, che si conferma come uno dei più grandi fumettisti americani del momento.
Best movie - Quest'anno ho avuto modo di vedere sicuramente più film dell'anno scorso, anche se come al solito me ne sono persi alcuni che spero, prima o poi, di poter recuperare. Detto questo, il mio voto va allo Sherlock Holmes di Guy Ritchie, con Robert Downey Jr. e Jude Law. Un film divertentissimo, pieno di ritmo, ben diretto e recitato alla grande da un ottimo cast. Tra l'altro, da fan sfegatato del personaggio e dei suoi racconti e romanzi a firma Arthur Conan Doyle, devo far notare che si tratta di un Holmes molto più fedele a quello originale di quanto non sembri a prima vista. Se infatti avete in mente solo le precedenti versioni cinematografiche o televisive dell'investigatore più famoso di sempre, potreste non sapere che Doyle ce lo ha descritto anche come uomo d'azione, pugile espertissimo e grande contorsionista. Aspetti che certo non erano centrali nei suoi racconti come lo sono in questo film, ma che nondimeno esistevano, anche solo come accenni. In definitiva, un'ottima versione moderna del personaggio. Aspettiamo con piacere gli inevitabili sequel.


Menzione d'onore per il nuovo Star Trek di J. J. Abrams. Un altro film che si è posto l'obiettivo di rilanciare personaggi facenti parte dell'immaginario collettivo, ma un po' appannati dal passare degli anni, riuscendoci pienamente. Un ottimo film d'azione e un'ottima reinterpretazione della serie classica, forse non proprio "trek" fino al midollo (ci sono elementi qua e là davanti ai quali i puristi della saga come il sottoscritto non possono trattenere una smorfia e questo va ammesso) ma abbastanza da permettermi di promuoverlo. Il suo enorme successo, poi, ha dato nuova linfa vitale a tutto il franchise, il che è sicuramente un bene per tutti i fan della saga di Gene Roddenberry.

Best videogame - Continua il momento d'oro, dal punto di vista della qualità, dell'industria dei games. Anche quest'anno sono usciti diversi titoli che avrebbero meritato la medaglia di "gioco dell'anno" e sceglierne solo uno è veramente impresa ardua. La mia "rosa" di candidati, che oltretutto esclude già di per sé (per meri gusti personali) serie meritevolissime come Call of Duty e Assassin's Creed, include almeno tre titoli: Dragon Age: Origins, Batman: Arkham Asylum e FIFA 10. Tutti e tre hanno pieno titolo per essere considerati degni della medaglia di gioco dell'anno, per motivi diversi. Dragon Age è l'ennesimo impressionante RPG di BioWare, contenente ore e ore di gioco, gameplay "classico" ma ultrarifinito, personaggi meravigliosamente caratterizzati e una storia coinvolgente. Il tutto in un'ambientazione fantasy che si sforza di distinguersi almeno un po' dai canoni tolkieniani assorbendo parte di quell'approccio molto crudo e realistico che ha fatto la fortuna di saghe come le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di Martin. Un merito non da poco in un genere dove, troppo spesso, tutte le storie si assomigliano. Arkham Asylum è il miglior gioco su licenza mai prodotto: un action game di qualità impressionante in tutti i comparti (gameplay, grafica, sonoro, narrazione e via discorrendo) che è realmente capace di farti sentire come Batman, perché realizzato da designer che hanno capito fino in fondo cosa rende davvero speciale l'uomo pipistrello e si sono appoggiati a tutte le sue molteplici interpretazioni, non solo quelle cinematografiche o televisive come spesso è accaduto. Infine, FIFA 10. Un gioco che non solo porta a un livello superiore la già ottima versione dell'anno passato ma, in definitiva, ridefinisce completamente i giochi sportivi, in particolare quelli calcistici. E proprio il titolo EA Sports si guadagna il mio primo posto di quest'anno. Perché è veramente la simulazione calcistica più spettacolare e accurata mai prodotta finora e perché, a differenza degli altri due splendidi giochi citati, ha portato una vera, indiscutibile innovazione nel proprio genere.



Dopo FIFA 10, ogni gioco di calcio che non voglia sembrare anacronistico dovrà cambiare pelle... compreso PES, che vive di rendita da qualche anno di troppo, campando su una credibilità costruita su PS2 a cui il 2009 ha dato la spallata definitiva, mettendo a nudo l'incapacità di Konami di rinnovarsi e guardare al futuro. Il simbolo più alto della rivoluzione portata dal nuovo FIFA è sicuramente il dribbling a 360°, la più importante di tutte le novità introdotte dalla serie, che libera i giocatori dai binari delle 8 possibili direzioni e fa finalmente entrare il calcio virtuale nel nuovo millennio. Complimenti a EA. E se lo dico io, vista la mia storia personale con la casa americana di questo 2009, potete fidarvi.

Bene, anche quest'anno è andata. Mi sono dilungato fin troppo, ma stasera mi sentivo grafomane, una volta tanto. E buon 2010 a tutti!

domenica 20 dicembre 2009

Time to kill another dragon

Esco dal silenzio recente del blog, che per motivi di tempo non riesco più a seguire quanto vorrei, per un messaggio che davvero non posso non dare.

Vorrei fare i miei migliori auguri di pronta guarigione a Ronnie James Dio. A Ronnie è stato diagnosticato un cancro allo stomaco, che all'età di 67 anni, come si può bene immaginare, non è certo una passeggiata.

Ronnie per me è una figura a dir poco fondamentale. È in assoluto il mio artista preferito; la sua voce e le sue canzoni sono parte della mia vita, mi accompagnano sin dalla prima volta che lo ascoltai cantare su "Dehumanizer". È la mia più grande influenza come compositore e il più grande mito e punto di riferimento per la mia storia di musicista. E non solo: è un modello anche come persona, per la sua correttezza, professionalità, gentilezza e umiltà, che ho avuto modo di constatare anche quando ho avuto la fortuna di incontrarlo di persona. Conservo gelosamente la mia copia autografata di "Magica" e ho incorniciato la mia foto con lui, cosa che non ho fatto per nessuno degli altri grandi musicisti che ho avuto la fortuna di incontrare, perché Ronnie, per me, è semplicemente il numero 1.

Forza Ronnie. C'è un altro drago da uccidere. Il più infame e pericoloso di tutti. Ma la tua forza d'animo è così grande che, se c'è qualcuno che può combatterlo ad armi pari, beh, quello sei tu.

In bocca al lupo.

Con immensa ammirazione e affetto,

Dario

martedì 27 ottobre 2009

Di albe e vichinghi

Finalmente una schiarita nei mari tempestosi dei miei lavori musicali.

Il progetto Crimson Dawn ha ripreso slancio grazie all'ingresso di un batterista in pianta stabile. Il suo nome è Luca Lucchini, e con formazioni come All Soul's Day e Dark Ages ha scritto pagine importanti nella storia dell'underground metallico italiano (anche se lui, probabilmente, si sminuirebbe in un eccesso di modestia). Anche il mio compagno di malefatte Emanuele Rastelli (Crown of Autumn e Magnifiqat) dovrebbe essere della partita, speriamo! Di certo, ora vedo un futuro per il gruppo, un futuro interessante e foriero di possibilità. Staremo a vedere. La direzione sarà più doom di quanto pubblicato finora, senza però accantonare l'anima epic. Insomma, se vi piacciono Black Sabbath/Heaven and Hell e Candlemass dovrebbe essere pane per i vostri denti. Per me, rappresenta finalmente la possibilità di dare sfogo alla mia passione per la musica di Ronnie James Dio e Tony Iommi con un progetto che si avvicina di più a quel tipo di metal rispetto al power dei Drakkar.

Già, i Drakkar. Sono in molti a chiedermi che fine abbia fatto la band che, nel bene e nel male, fa parte della mia vita da ormai quasi 15 anni. La risposta è... beh, nessuna fine, per ora. Abbiamo il quarto album praticamente pronto da più di un anno, il vero problema è trovare un batterista che abbia capacità e voglia di dedicarvisi. Però, negli ultimi giorni qualcosa si è mosso. Non posso dire di più, anche per non tirarmi la sfiga, ma, se le cose vanno come spero, la nave vichinga potrebbe tornare a navigare più in fretta di quanto avrei pensato. Incrociate le dita con me. Anche perché i pezzi in attesa di essere "finalizzati" sono davvero interessanti: sarebbe un peccato accantonarli.

Ho anche altre collaborazioni e idee in ballo. In generale, mi sto riavvicinando alla musica... Non che l'avessi mai mollata, ma le delusioni a volte ti segnano, ti tolgono voglia ed energia. Le vere passioni, però, non muoiono mai: puoi zittirle per un po', forse, ma alla fine tornano sempre a galla. Per fortuna, perché sono parte di quello che siamo: una parte importante e preziosa.

Stay metal.

lunedì 26 ottobre 2009

The Musical Box(es)

Come forse avrete notato, sperando di farvi cosa gradita ho aggiunto i widget delle pagine Facebook di Crimson Dawn e Drakkar. Li trovate sulla destra dello schermo.

Se qualcuno sa come modificare il file di stile in modo che siano uguali alla grafica del blog invece di avere quell'orrendo sfondo bianco, mi faccia un fischio!

Grazie per l'attenzione.

lunedì 28 settembre 2009

Music off the edge of the world - 002

Dopo un bel pò di tempo, finalmente riesco a trovare il tempo per commentare un paio di album! Ormai non sono più "nuove uscite", ma in fondo chi se ne frega... Come scrivo sempre, questo è il mio spazio personale e non un sito che ambisca a fare informazione o a essere "sul pezzo", perciò...
Ci sarebbe da parlare anche di The Devil You Know, ovviamente, ma voglio dedicargli un post intero ed esclusivo più avanti. Perciò, andiamo a cominciare!

Queensrÿche - American Soldier


La nuova fatica di Geoff Tate e compagni è un altro concept album, stavolta dedicato ai soldati americani, alle loro esperienze, sogni, paure, famiglie. Il lavoro di documentazione svolto dalla band è stato, come sempre, davvero notevole, e ha coinvolto in prima persona moltissimi soldati che hanno fornito le loro testimonianze, storie, opinioni. Il risultato è un disco che dal punto di vista dei testi è davvero interessante e profondo: uno di quei rari casi in cui la lettura del booklet è imprescindibile. Un approccio quasi cantautoriale che ha sempre fatto parte del DNA del gruppo di Seattle, ma che qui emerge chiaramente come mai prima. Dal punto vista musicale, siamo sulla falsariga di Operation: Mindcrime II, con pezzi che viaggiano su ritmi lenti e riflessivi, lunghe parentesi strumentali e sonorità "liquide". Onestamente, il disco precedente mi era parso più ispirato, pur dovendosi confrontare con cotanto predecessore. Questo non è brutto ma va assorbito a piccole dosi: un ascolto di tutto l'album di fila può essere soporifero, e questo è il suo principale difetto. Dopo averli visti al Gods of Metal quest'estate, però, devo aggiungere che i brani di questo disco risultano più convincenti dal vivo: quella è la loro dimensione ideale, grazie alla classe di Tate e compagni come navigati showman.


Candlemass - Death Magic Doom


Il ritorno dei maestri dell'epic doom è di quelli da ricordare: Leif Edling confeziona infatti una serie di canzoni ispiratissime, e le performance di tutti i musicisti unite all'impeccabile produzione ne fanno un disco di valore assoluto. Era da tempo che il gruppo svedese non forniva una prova così convincente; i due album precedenti erano assolutamente validi (soprattutto il "white album"), e ben sopra la media delle produzioni di tanti gruppi storici ormai a corto di idee. Però, in Death Magic Doom c'è di più; c'è un tocco della stessa magia, della stessa maestosa epicità di dischi come Nightfall e Epicus Doomicus Metallicus (citato abbastanza chiaramente nel titolo a tre parole). L'apertura è affidata ad un dittico da paura: la martellante If I Ever Die - che potrebbe quasi essere una versione potenziata e migliorata di Black Dwarf - e la sabbathiana Hammer of Doom sono davvero da applausi in tutto: dagli intrecci di chitarra e basso alla batteria ultrapesante (e pensante), fino alla strepitosa voce di Robert Lowe. L'ex frontman dei Solitude Aeternus si mantiene su livelli eccellenti per tutto l'album, dimostrando ancora una volta che, se non era l'unico sostituto possibile per Messiah, era di certo il migliore. The Bleeding Baroness tiene alta la tensione, ammaliando come la protagonista della nera storia che racconta, e anche i pezzi seguenti non deludono. Da segnalare, in particolare, le melodie "avvolgenti" di Dead Angel e l'incedere maestoso di My Funeral Dream. Davvero un grande disco, che conferma i Candlemass tra i nomi più ispirati del momento (non solo nel doom).

martedì 21 aprile 2009

Running Wild No More!

E' veramente una notizia triste, per il sottoscritto, quella che Rock 'n' Rolf (al secolo Rolf Kasparek) ha ufficialmente deciso di appendere la chitarra al chiodo. Quello che si terrà quest'anno al festival di Wacken, quindi, sarà l'ultimo concerto ufficiale dei Running Wild.

I Running Wild sono stati sempre una band fondamentale per me, come musicista; la loro influenza è ben evidente soprattutto nel primo album dei Drakkar, e credo sarà percepibile anche nel prossimo, dove torneremo a sonorità un pò più "classic metal". Rolf e i suoi hanno davvero segnato un'epoca nel metal tedesco, con un percorso sempre caratterizzato da un'onestà e intransigenza (30 anni di carriera e mai una ballad!) che ne ha fatto dei beniamini di tutti i difensori della fede. Una storia lunghissima, fatta di tanti alti e qualche basso, ma tutta caratterizzata da una vera, schietta passione per il metallo. E alla fine sempre di onestà si tratta: anche dell'onestà di decidere di smettere quando non ci sono più stimoli, invece di trascinarsi album dopo album verso un declino inesorabile come fanno tanti altri gruppi.

Da parte mia, non posso che ringraziare Rolf con tutto il cuore per la grande musica che ci ha regalato in tutti questi anni. Lo farò con una serie di post-tributo dedicati alla storia dei Running che vi proporrò nelle prossime settimane, nell'attesa del grande show d'addio, al quale purtroppo non potrò partecipare di persona, ma che non mancherò di godermi nel mio salotto non appena possibile (visto che, come è ormai consuetudine per tutti gli "eventi" live di un certo livello, verrà consegnato alla storia nella forma di un DVD/CD).

Capitano Kasparek, ovunque ti porti il vento, sappi che per noi, per il tuo equipaggio, resterai sempre il Capitano!



Face in the wind, we're riding the storm
We'll stay our course, whatever will come
Wandering souls in the sea of the damned
Death or Glory, oh, we are riding the storm! 

martedì 7 aprile 2009

venerdì 27 marzo 2009

La Bibbia Nera

Dopo tanti anni passati ad ascoltare e fare musica, è inevitabile "raffreddarsi" un pò. Dopo che ne hai sentite a migliaia, è difficile che una canzone riesca ancora a darti la stessa scarica di passione e adrenalina che ti davano le prime, quelle che ti avevano condotto alla scoperta di un mondo per te ancora nuovo, vergine. E poi siamo onesti: se c'è un'epoca della nostra vita in cui la musica rappresenta qualcosa di più, in cui siamo massimamente permeabili ad essa, è quella dell'adolescenza. Che per me, grazie al cielo, è ormai lontana.

Eppure, se hai vera passione per la musica, ci saranno sempre alcuni artisti che, a prescindere da quanto tu sia ormai navigato e adulto, a prescindere da quanto la tua visione si sia evoluta, riusciranno sempre a farti tornare ragazzino, a darti quella scossa, quel brivido... Quelle "farfalle nello stomaco". A patto, ovviamente, di essere invecchiati (loro, gli artisti) con sufficiente grazia, di avere ancora la "scintilla". Musicisti che ti fanno bramare ogni loro nuova fatica, ti fanno contare i giorni dall'uscita, perché sai di poterti fidare di loro, perché amano davvero quello che fanno. Perché sanno regalarti emozioni.

Non è certo un mistero per alcuno, tra i miei amici e semplici conoscenti, che uno di questi, per il sottoscritto, sia Ronnie James Dio. Quello che forse è meno noto, è che un altro sia Tony Iommi. Iommi è probabilmente il mio chitarrista preferito. Un riff-maker ineguagliabile, capace di mettere in mostra tutta la propria bravura senza mai scadere nel virtuosismo fine a se stesso, e soprattutto un eccezionale compositore, il che per me conta cento volte di più dell'eccellenza tecnica. Non che quest'ultima gli manchi, intendiamoci. Ma è secondaria rispetto alla sua incredibile vena creativa, che ancora oggi, a quarant'anni dalla nascita della prima formazione dei Black Sabbath, non sembra volersi esaurire.

E' quindi abbastanza normale che attenda con un'ansia da ragazzino il nuovo album di questa fantastica coppia, ovviamente con il fondamentale contributo di Geezer Butler e Vinnie Appice: The Devil You Know.

Chiamateli Heaven and Hell o Black Sabbath, non importa. Quel che importa è che, dopo aver mostrato i muscoli con un tour mondiale che ce li ha consegnati in forma smagliante a dispetto dell'età, dopo averne pubblicato un live di qualità stratosferica, stanno finalmente per regalarci qualcosa di nuovo. Oddio, a dire il vero avevano già realizzato insieme, dopo anni, tre nuovi pezzi, pubblicati sulla compilation che ha preceduto il summenzionato tour: tre brani potenti e assolutamente convincenti. Però, stavolta si parla finalmente di un vero e proprio disco, con tutti i crismi, da mettere sullo scaffale accanto a Heaven and Hell, The Mob Rules e Dehumanizer. Si è capito che non vedo l'ora? 

Mi sa di sì.

E le mie aspettative sono ulteriormente cresciute dopo aver finamente potuto assaggiare il primo estratto, un singolo che uscirà un mesetto prima dell'album completo: Bible Black.
Eccolo (l'immagine fissa che accompagna la musica è la copertina dell'album, che è uscita da qualche giorno):



Un pezzo nel più puro stile della band: epico, dall'incedere possente, con la solita magistrale interpretazione di Ronnie (non esiste nessun cantante della sua generazione che abbia ancora una simile potenza e convinzione!), gli assoli ricchi di feeling di Tony, e la ritmica pulsante di Vinnie e Geezer. Uno di quei brani che ti ricordano che cos'è realmente l'heavy metal, e perché lo ami così tanto. Se anche il resto del CD sarà su questi livelli (e non ho ragione di dubitarne), il titolo di "album dell'anno" è come se fosse già in cassaforte.

28 Aprile 2009.

Sarà un mese molto lungo.

lunedì 22 dicembre 2008

Best of 2008

In due parole, senza troppi fronzoli e in ordine alfabetico, vado a illustrarvi il meglio del 2008 secondo l'insindacabile opinione del sottoscritto!

Best Album - La categoria in cui la scelta è stata più dura, certamente. Tanto Bob Catley quanto i Journey, infatti, hanno prodotto dischi di qualità eccelsa. Alla fine, il mio voto va al cantante dei Magnum, la cui fatica solista, "Immortal" è un concentrato di magia, epicità, melodia e sentimento.


La splendida voce di Bob svetta come sempre, ed è splendidamente accompagnata da una band di musicisti di talento, tra cui spicca e merita una citazione - ovviamente, essendo l'autore di tutti i brani - Magnus Karlsson. Un album da ascoltare e riascoltare, immediato ma al tempo stesso profondo, di quelli che ti catturano subito ma che non mostrano segni di cedimento dopo pochi ascolti, anzi. Da avere assolutamente, come del resto vi avevo già detto.

Best Book - Qui devo necessariamente staccarmi dall'attualità e scegliere il mio libro preferito non tra quelli pubblicati nel 2008, ma tra quelli letti dal sottoscritto in quest'anno che si avvia ormai alla conclusione. Che dire: scelgo, senza esitazione alcuna, Il Gioco di Ender di Orson Scott Card.


Fantascienza intelligente al suo meglio, che appassiona dalla prima all'ultima pagina e, nel finale, regala un paio di colpi di scena favolosi, che danno anche qualche ottimo spunto di riflessione. Come dovrebbe sempre fare la sci-fi che aspira ad essere qualcosa di più che un prodotto da consumare e dimenticare. Sul comodino, mi aspettano i due sequel, nella speranza che siano all'altezza di questo splendido gioiello.

Best Comic Book - Non può che essere il gran finale di All-Star Superman, di Grant Morrison e Frank Quitely.


All-Star Superman è il capolavoro di Morrison, è migliore interpretazione moderna del mito dell'Uomo d'Acciaio (forse la migliore di sempre), quella che più di ogni altra ne cattura la magia e l'essenza; il tutto, ovviamente, anche grazie al tratto fatato di Quitely, all'impeccabile recitazione dei suoi personaggi, alla sua visionarietà, alla sua sintesi perfetta tra epica americana e sensibilità europea. Ora, non resta che aspettare l'inevitabile ristampa Absolute tra un paio d'anni. Sì: è così bello che vale la pena di averne due versioni.

Best Movie - Ammetto di non essere andato molto al cinema, quest'anno: troppi altri impegni e troppe altre spese. Però, tra i film che ho visto, il mio voto va sicuramente all'imprescindibile Cavaliere Oscuro!


Mi sono dilungato fin troppo sul film nel post che trovate linkato qui sopra, quindi eviterò sproloqui. Dico solo che trovo The Dark Knight il miglior film live-action sui supereroi che sia mai stato realizzato, e un grandissimo film in assoluto.

Best Videogame - Scelta parecchio difficile anche qui. Dopo un 2007 di grazia, anche il 2008 ha portato in dote a tutti i gamer una serie eccezionale di titoli di altissima qualità. Stiamo veramente vivendo un momento d'oro, in cui la creatività e la tecnologia vanno a braccetto per proporre titoli tanto belli da vedere quanto divertenti da giocare, e, ormai sempre più spesso, anche dotati di storie intelligenti e accattivanti. L'elenco di tutti i giochi di valore pubblicati quest'anno per le varie piattaforme porterebbe via chissà quante righe, e alla fin fine mi ritroverei a fare uno sterile elenco di nomi, quindi andiamo subito al dunque. Il mio voto in questa categoria va al capolavoro di Bethesda: Fallout 3



Anche di questo gioco ho già parlato diffusamente nel post linkato. Un vero must, uno dei migliori giochi di questa generazione, immenso e profondo, coinvolgente e cinematografico... Ma soprattutto, dannatamente divertente. Un grandissimo sforzo produttivo, coronato dal successo.
Doveroso citare gli altri titoli che, a mio parere, meritano la piazza d'onore: Fable II e Dead Space. Altri due giochi davvero eccezionali, che non dovrebbero mancare nelle vostre collezioni.

E questo è tutto per il Best of 2008 di Deep Sound 9!

venerdì 14 novembre 2008

mercoledì 12 novembre 2008

Il brano del giorno - 050

Running Wild - Ballad of William Kidd

venerdì 7 novembre 2008

lunedì 3 novembre 2008

Music off the edge of the world - 001

Inauguriamo una nuova "serie" di post, chiamata "Music off the edge of the world": titolo ovviamente ispirato da questa canzone, e che allude al fatto che tratterò principalmente di cose "off the edge" rispetto al mondo della musica commerciale, con il consueto stile di questo blog: diretto e personale. Iniziamo da...

- Journey: Revelation



Neal Schon e compagni sono in splendida forma: Revelations è il loro miglior album da anni a questa parte. Pieno di passione, melodia, stile, il tutto con quel retrogusto blues che da sempre li caratterizza (esemplare, in questo senso, l'ottima "Caught in a Sunshower"). "Change for the Better" è degna di stare tra le migliori composizioni di sempre del gruppo, e non è l'unica: anche "Never Walk Away" e la strumentale "The Journey (Revelation)" sono da applausi. Il nuovo cantante, Arnel Pineda, è semplicemente fantastico, il degno erede di Steve Perry: non a caso, la band ha incluso nella limited edition dell'album un secondo CD con i proprio classici ri-registrati con Ariel alla voce, tanto per chiarire che è in grado di cantare divinamente tutto il loro repertorio. Bello, bello, bello.


- Iced Earth: The Crucible of Man



Concept piuttosto complesso, l'ho ascoltato un paio di volte e mi è piaciuto, ma voglio risentirmelo per bene prima di dare un giudizio perché non è un disco diretto stile The Dark Saga, anzi. Però il ritorno di Matthew Barlow da solo basta a farmi venire un sorrisetto sulle labbra. Ripper è bravissimo, ma non c'entrava davvero un cazzo col sound degli IE, anche perché Schaffer non ha fatto neanche il minimo sforzo per adattare il proprio stile. Barlow è IL cantante degli Iced Earth.

E a proposito di Ripper, l'ho sentito cantare su


- Yngwie J. Malmsteen's Rising Force: Perpetual Flame



Il disco è il solito disco di Malmsteen, non cambia mai. Alcuni passaggi fanno davvero sorridere per la mancanza di senso, per la serie "vado a caccia del guinness dei primati della velocità e per stavolta pazienza se la melodia non esiste!" :D, a parte questo comunque è un album che piacerà ai suoi fan. Sicuramente migliore della maggior parte della sua produzione recente (anche se non al livello di Alchemy, che resta l'ultimo disco davvero bello di Yngwie). Ottima la voce di Ripper, molto più a suo agio su queste sonorità e bravo come al solito, anche se secondo me avrebbe bisogno di creare un gruppo proprio con un songwriter bravo che costruisca i pezzi su di lui, invece di doversi sempre adattare alle composizioni degli altri.


- Helstar: King of Hell



Grande album, questo, davvero un ritorno coi fiocchi! Gli Helstar non sono cambiati molto dagli anni '80, ma questo è un bene. King of Hell è un disco fieramente anacronistico, un power/thrash dalle (rare) venature epiche che nel mercato di oggi è una boccata d'aria fresca. E' un album sincero, suonato benissimo e cantato anche meglio (James Rivera è come il buon vino, pare: invecchiando, migliora). Le ritmiche serrate di Trevino e Barragan, ben supportate da una buonissima produzione, sono un vero piacere per tutti i fan della vecchia scuola del metallo pesante. Potenti, cattivi e senza fronzoli. Un disco da headbangin'. Bel colpo. Niente male anche il fatto che con soli 2 euro in più vi possiate accaparrare (almeno, dove l'ho comprato io -Mariposa Duomo, Milano - era così) anche "Sins of the Past", album celebrativo contenente tutti i classici della band ri-registrati con i suoni di oggi (sì, va molto di moda oggi come oggi, e ad essere sincero vorrei poterlo fare anche io... Chissà che un domani...).

Pollice in alto per questa release, che si piazza al secondo post nella mia classifica di questi ultimi mesi. Subito dietro a...


- Bob Catley: Immortal



Devo dire che il buon Bob raramente mi delude: la sua voce è sempre fantastica, a dispetto dell'età che avanza, e in genere, per i suoi dischi solisti, sa sempre scegliersi dei compositori di gran classe, capaci di valorizzare al massimo le sue capacità con melodie ariose, epiche e non banali. Però, Immortal è qualcosa di più di un semplice buon disco: Immortal è un grande disco, sotto tutti i punti di vista. I pezzi scritti per Bob da Magnus Karlsson sono talmente belli da avermi fatto venire voglia di cercare qualcos'altro di suo: Starbreaker, The Codex, vediamo cosa riesco a trovare. Pomp rock (o hard rock epico, chiamatelo come volete, certe etichette sono talmente limitanti...) di altissimo livello, di quelli che mi fanno sempre correre un brivido lungo la schiena e spuntare un sorriso largo come tutta la faccia.
Ottima la prestazione di tutta la band, che supporta alla grande un Catley strepitoso per pathos e interpretazione. Sicuramente una delle migliori uscite hard rock degli ultimi anni, un album da ascoltare e riascoltare, di quelli che non ti stancano mai. Se avete pochi soldini da spendere e potete acquistare uno e un solo album tra i summenzionati... Il mio consiglio è di prendere questo, senza esitazione. Davvero fantastico!

venerdì 29 agosto 2008

venerdì 22 agosto 2008

Il brano del giorno - 048

Gary Moore - Over the hills and far away

giovedì 17 luglio 2008

Il brano del giorno - 046

Grandissimo pezzo per un grandissimo gruppo.

Symphony X - Set the world on fire



METAL!!!

giovedì 17 aprile 2008

Classici in due parole - Chapters from a Vale Forlorn


Falconer - Chapters from a Vale Forlorn

Secondo album per gli svedesi Falconer, e il risultato è anche superiore a quello del già ottimo debutto. "Chapters..." è un disco sorprendente per come riesce a miscelare potenza, tecnica, velocità, melodia, atmosfera, intensità. E' un matrimonio perfetto di power metal e folk nordeuropeo, dove le ispiratissime chitarre di Stefan Weinerhall disegnano riff memorabili nella loro semplicità, e il menestrello Matias Blad dimostra che non serve necessariamente urlare, per essere un grande cantante heavy metal.
I momenti indimenticabili sono tanti, e ne fanno una gemma che merita di essere scoperta, soprattutto da chi ama il power/folk ma poco sopporta le derive punk di molti gruppi del genere. Brani da segnalare: Enter the Glade e Stand in Veneration. Ma non c'è una sola delle nove canzoni incluse che non sia meritevole di numerosi ascolti. Il futuro del power passa per gruppi come i Falconer - che il pubblico se ne renda conto o meno.