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mercoledì 20 agosto 2008

The Flash: Rebirth

Finalmente.

L'ultima San Diego Comicon è stata tutto sommato fiacca; pochi gli annunci veramente intriganti.

Tra questi, il più interessante di tutti per il sottoscritto è sicuramente quello riguardante il rilancio dell'intero franchise di Flash da parte della DC Comics, affidato ad una miniserie dal titolo The Flash: Rebirth, ad opera di Geoff Johns e Ethan Van Sciver, già autori di una miniserie analoga su Green Lantern che è una delle mie letture preferite degli ultimi anni.

Come fan di Wally West, ovviamente mi dispiace di vedere che sta per essere accantonato (in che misura, lo scopriremo solo quando la mini uscirà - speriamo il meno possibile!) in favore del ritorno di Barry Allen, l'ultimo grande personaggio della DC Silver Age a essere resuscitato e riportato in gioco. Un grande assente che sinceramente, dopo la rinascita di tutti i suoi compagni di avventure, forse non aveva neanche più senso lasciare nel limbo dei "morti" dei comics.

Però, sull'altro piatto della bilancia, vanno messi gli ultimi, disastrosi anni di gestione del velocista scarlatto e del suo mondo da parte della DC. Pensavo qualche giorno fa che l'ultima saga che mi sono DAVVERO goduto di Flash è stata "Blitz"; parliamo di una run uscita nel 2003. Ben cinque anni fa! Ad essa sono seguiti ancora due anni di storie godibili, sia pure non eccezionali, e poi? Infinite Crisis, il rilancio con Bart Allen (tra le cose peggiori che abbia mai avuto la sfortuna di leggere), il ritorno subito abortito di Waid... Cambi vorticosi di scrittori e disegnatori che non hanno mai saputo ridare alla serie del velocista scarlatto il lustro di un tempo, ondeggiando tra il mediocre e il pessimo. Ebbene, se il prezzo per un rilancio SERIO del mio franchise preferito nei comics è riavere Barry Allen come protagonista principale... Se solo il suo ritorno poteva convincere la DC ad affidare di nuovo le sorti del mondo di Flash a un Geoff Johns cresciuto enormemente rispetto alla sua prima - e comunque ottima - prova alle redini della serie di Wally, affiancato da uno dei suoi migliori disegnatori in assoluto... Beh, ben venga Barry! E' pur sempre un personaggio a cui sono affezionato, che ha una storia importante (anzi, importantissima), è pur sempre FLASH, a pieno diritto e a tutti gli effetti.

Ovviamente, spero che Wally non sia relegato a un ruolo di secondo piano a lungo. Spero che il nuovo costume che sta creando per lui Van Sciver sia all'altezza dell'attuale (destinato a essere accantonato perché troppo derivativo di quello di Barry - del resto, Wally l'ha sempre indossato per onorare il suo mentore scomparso, se questi ritorna è sensato che cambi il suo look). Spero che The Flash: Rebirth sia un grande successo, tale da giustificare una seconda collana dedicata ai velocisti scarlatti in cui l'ex Kid Flash possa essere il principale protagonista. Wally resta, resterà sempre, il mio personaggio preferito. Ma ora come ora, quello che voglio più di ogni altra cosa sono delle BELLE STORIE. Voglio poter leggere delle storie di Flash all'altezza della sua storia. Disegnate come Dio comanda e scritte in maniera coinvolgente, appassionante, impeccabile. Insomma, l'intento dichiarato di Johns e EVS è di fare per Flash e il suo mondo quello che hanno fatto per Lanterna Verde. E non ci potrebbe essere notizia migliore per un fan dei velocisti scarlatti, visto che Green Lantern e Green Lantern Corps sono tra le più belle serie degli ultimi anni. Tra le poche su cui la semi-disastrosa gestione DC post-Infinite Crisis non abbia sbagliato un colpo.

Tanto, il mondo del fumetto USA è ciclico. Wally potrà essere messo in un angolo per qualche tempo... Ma tornerà ad essere protagonista, prima o poi. Magari anche prima di quanto crediamo. Ma sarà molto più facile che gli riesca se nel frattempo il franchise di Flash sarà stato portato ad essere di nuovo un franchise di successo, generatore di emozioni, belle storie e interesse da parte del pubblico. Cose che raramente sono disgiunte per più di un breve periodo.
Nel frattempo, voglio godermi REBIRTH e le storie che ne seguiranno. Voglio vedere di nuovo una collana di FLASH scalare le classifiche, essere trattata come merita dagli editor DC, ed essere fucina di grandi saghe e di intrattenimento di qualità. Come è stata per decenni.

Buona fortuna, Geoff, Ethan. Contiamo su di voi. E sono certo che non ci deluderete.

lunedì 4 agosto 2008

Flash Facts: The Flash Companion

Sabato ho finalmente ricevuto la mia copia di THE FLASH COMPANION.


Il librone, edito negli USA dalla mai troppo lodata TwoMorrows Publishing, è una vera miniera d'oro per tutti gli appassionati del velocista scarlatto, e in più in generale della storia del fumetto americano.

Nelle sue 224 pagine è narrata l'intera storia editoriale di Flash, dagli esordi di Jay Garrick nella Golden Age fino al ritorno di Barry Allen in DC Universe #0 (su Barry, e sul rilancio dell'intero Flash-Franchise che ci aspetta nel 2009, scriverò un altro post nei prossimi giorni), attraverso saggi, schede biografiche e interviste su e con tutti i maggiori creatori, editor e personaggi di rilievo che hanno contribuito a creare e mantenere in vita per più di sessant'anni i nostri amati velocisti.

La mole di aneddoti, informazioni, curiosità ed analisi (nonché un buon numero di bellissime illustrazioni e riproduzioni di tavole originali) ne fa un volume veramente imperdibile per ogni fan di Flash che abbia un minimo di dimestichezza con l'inglese. Soprattutto, è un lavoro che trasuda amore per i personaggi e per i fumetti da ogni pagina, realizzato con grande cura e passione, testimonianza di quel legame speciale che i velocisti scarlatti hanno sempre avuto con i propri lettori. Non per niente, tra i contributor del companion c'è anche Kelson, l'autore dei due siti di riferimento su Flash del web: l'enciclopedico Those Who Ride The Lightning e il relativo, aggiornatissimo blog Speed Force.

Ah, da segnalare anche il fatto che il tutto è scritto in uno stile semplice, chiaro, diretto, che lo rende accessibilissimo a chiunque.

Insomma, una lettura praticamente obbligatoria per i Flash-fan e caldamente consigliata a tutti coloro che vogliano approfondire un pò la storia del fumetto USA, sia pure attraverso il punto di vista specifico della storia di un singolo concept (dato che di singolo personaggio, in questo caso, non si può proprio parlare).

Complimenti vivissimi al curatore Keith Dallas e a tutti i collaboratori per l'ottimo lavoro svolto. Penso che divorerò il frutto delle loro fatiche molto, molto rapidamente...

mercoledì 19 settembre 2007

Bentornato Wally


Oggi ho finalmente letto The Flash # 231. Con questo numero, la DC Comics ha ripreso la pubblicazione della serie post-crisis del velocista, quella con Wally West protagonista, da dove si era interrotta nel periodo di Infinite Crisis (almeno come numerazione, visto che nel frattempo è passato parecchio tempo non solo nel mondo reale ma anche in quello del fumetto).
Il flop della serie con protagonista Bart Allen nei panni del nuovo velocista scarlatto ha costretto l'editore ad una repentina marcia indietro che ha riportato il Flash più amato dall'attuale generazione di lettori al centro della scena, condotto per mano dallo scrittore che più di ogni altro aveva saputo valorizzarlo nel suo lunghissimo ciclo: Mark Waid.
Ora, il Flash della prima run di Waid è uno dei fumetti che amo di più, e Wally West è indubbiamente il mio personaggio preferito nel mondo delle nuvole parlanti. Potete capire, quindi, come questo numero rappresentasse, per me, un evento molto atteso e speciale; Wally che torna ad essere Flash dopo una lunga assenza, scritto da Waid, disegnato da un talento emergente come Daniel Acuna, con il bonus della ripresa della vecchia numerazione, che in questi tempi di continue finte ripartenze da uno sa tanto di casa...

Il legame tra un appassionato di comics e il suo personaggio del cuore è difficile da spiegare; la serialità infinita dei fumetti americani fa sì che i personaggi possano crescere con noi, accompagnandoci mese dopo mese nella nostra vita, diventando sempre più come degli "amici immaginari" che rievocano ricordi, sensazioni, emozioni... Un misto di nostalgia, escapismo e sense of wonder che fa della routine mensile dell'albetto una piacevole costante in un mondo che di costanti ce ne regala poche, troppo poche. Non so se chi leggerà queste parole potrà comprendere appieno quello che sto scrivendo; sicuramente altri appassionati di fumetti sì, chi non ha questa passione probabilmente no. Ma resta il fatto che il ritorno di Wally, per me, rappresenta il ritorno di uno dei piccoli piaceri della vita, di una delle mie costanti che era purtroppo venuta a mancare.

Questo ovviamente mi ha dato un brivido, quando stavo per accingermi alla lettura, perché se l'albo fosse stato brutto, beh, la delusione sarebbe stata doppia. Ma per fortuna, Flash 231 è un bell'albo. Non ho dovuto aggrapparmi all'irrazionale contentezza di rivedere il "mio" Flash - che non necessita di solide basi, proprio perché irrazionale - per potermi godere la storia. Flash 231 è un fumetto divertente, fresco, che porta avanti la tradizione della collana ma al tempo stesso ha spunti inediti, orientati al futuro. Waid ultimamente aveva fatto parecchi passi falsi, ma quando si tratta di Flash, quando si tratta poi del Wally/Flash, beh... Per lui suppongo sia un pò come andare in bicicletta: non si disimpara mai.

Il nuovo status quo della serie, che grazie ai figli di Wally è diventata quasi un Flash meets The Incredibles, sembra funzionare alla grande; dà nuova linfa alla collana senza snaturarla, è una fonte di spunti che non si può esaurire tanto facilmente ed è anche piuttosto singolare nel panorama odierno dei fumetti USA. Acuna, come sempre, sopperisce alle mancanze del suo tratto (comunque discreto) con una colorazione favolosa che rende la lettura ancora più piacevole, e che rappresenta benissimo l'effetto della velocità (che, mi pare ovvio, è la cosa più importante in un fumetto di Flash).

Insomma, un "esordio" - se così si può definire un numero 231 - veramente positivo. Più di una volta, leggendolo, ho sorriso di cuore, e chi conosce i comics della DC di oggi sa quanto (purtroppo) sia una cosa rara.

Bentornato Wally. Ci sei mancato.