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giovedì 22 ottobre 2009

Senza parole


Visto il post precedente, stasera devo solo stare zitto e godere.

Mai tacer mi fu più dolce.

giovedì 1 ottobre 2009

Caporetto



Allo stadio le partite si vedono meglio: si apprezzano i movimenti d'insieme della squadra che in TV non riesci a vedere. Ed essendo andato allo stadio ieri sera, devo dire che in centinaia di partite viste a San Siro MAI, e dico MAI, avevo visto un simile caos tattico. Non è che i giocatori non corressero, anzi. Ma correvano a vuoto, ognuno per conto suo: non c'è lo straccio di uno schema né in attacco né in difesa, tanto che anche una squadra modestissima come lo Zurigo è riuscita a venire a San Siro a portarsi a casa i tre punti. Ma io l'avevo detto in tempi non sospetti, che ci sarebbe stato da rimpiangere Carletto. Anche quando non aveva Kakà, il suo Milan non è mai stato in queste condizioni. Ma è ovvio che un allenatore improvvisato non puoi metterlo su una squadra che ha già così tanti problemi.

Tra le altre cose che non avevo mai visto c'era San Siro mezzo vuoto. E anche questa se la sono voluta con i loro atteggiamenti scriteriati e le loro bugie. San Siro rossonero era pieno anche in serie B, e loro sono riusciti a farlo svuotare: un vero capolavoro. Berlusconi e Galliani stanno riuscendo nell'impresa di mettere insieme tali e tante fregnacce e umiliazioni da farci dimenticare vent'anni di vittorie.

Quest'anno stiamo toccando il punto più basso della storia del Milan dopo la retrocessione per il calcio-scommesse, tra prese in giro, mercato, confusione. Siamo allo sbando come non mi era mai capitato di vedere.

Le voci di corridoio danno un Leonardo che vorrebbe (giustamente) tornare dietro la scrivania, con Costacurta pronto a subentrare. Billy non ha molta più esperienza di Leonardo, ma almeno studia da tecnico da un pò più di 3 mesi. Vedremo, certo ora come ora per risollevarci servono due o tre miracoli: uno non basterebbe.

venerdì 27 febbraio 2009

Caro Carlo...


Caro Carlo, 

vai dove ti meritano. Ti prego. Smetti di farti prendere per il culo da chi lascia passare il mercato di gennaio senza comprare un centrale utilizzabile da subito quando in rosa ne ha solo due sani: Senderos e un Maldini 40enne.

Da chi può prendere Buffon e si tiene Dida, per non inimicarsi l'elettorato bianconero.

Da chi, dopo che hai fatto risultati in coppa che solo Sacchi era stato capace di fare prima di te, risponde alle tue richieste facendo spallucce. Comprandoti Emerson al posto di Ribery e Ronaldinho (con tutto il rispetto per il campione) al posto di Adebayor, come se un fantasista e una punta di peso fossero intercambiabili.

Ti prego, per il tuo bene, vai al Real o al Chelsea e smetti di dare amore a chi così evidentemente non lo ricambia.

Così eviteresti anche i fischi di quei poveri illusi che credono che un altro in panchina sarebbe capace di vincere con un intero reparto a pezzi, e senza poter fare neanche una scelta sul mercato. Gli stessi illusi che si sono fatti belli coi colleghi quando li hai portati sul tetto del mondo, un'impresa che altri possono solo sognare, ma che per loro è scontata, come se fosse un obbligo.

Vai Carlo. Io sarò sempre lì a fare il tifo per te. Tiferò per te ai Mondiali, se ci andrai. E se mai la tua nuova squadra dovesse eliminare il Milan in coppa, sarà una sconfitta meno amara.

Per me il tuo Milan rimarrà per sempre quello dei rigori contro la Juve a Manchester, del 2-1 al Liverpool ad Atene, del 4-0 al Deportivo, del 3-0 al Manchester a San Siro, dell'1-0 al Real Madrid dei Galacticos, sempre al Meazza, quando davanti ai miei occhi ho visto i "miei" rossoneri dare una lezione alla squadra più forte del mondo. E anche quello dei tanti derby ben giocati e vinti.

La storia ti darà ragione, perché il tempo è galantuomo.

venerdì 18 luglio 2008

Benvenuto!


Lo ammetto: settimana scorsa, quando sembrava che il Milan dovesse decidere tra Ronaldinho e Adebayor, io speravo che prendessero il togolese. Giovane, potente, abile, e ideale per la squadra rossonera, che manca di un giocatore di quel tipo. Ok, c'è Borriello, ma deve ancora dimostrare di non essere un altro Gilardino. Con Ade, si sarebbe chiuso un buco tecnico/tattico e acquisito un giocatore di sicuro valore, di soli 24 anni. Sarebbe stato, in una parola, un acquisto sensato.

E Ronaldinho? Gioca in un ruolo in cui al Milan c'era già un certo Kakà (che non è precisamente l'ultimo degli stronzi). Viene da due stagioni travagliate in cui sembrava aver perso la voglia di giocare al calcio, di essere protagonista, e in cui passava più tempo in discoteca che sul campo. E' stato scaricato dal Barcellona, bollato come indesiderabile dal nuovo tecnico Guardiola. Insomma, è una scommessa, per una squadra che aveva bisogno di certezze.

Eppure...

Eppure, non appena si è saputo che il Milan e Adebayor erano vicinissimi, si è subito mosso con determinazione. De facto, è stato lui stesso - per tramite del suo fratello/procuratore - a far ripartire una trattativa che sembrava essersi arenata definitivamente. Per il Milan ha rinunciato a tanti, tantissimi soldi (si parla di quasi 12 milioni di euro). Per uno stadio che sapeva essere innamorato di lui, delle sue giocate, della sua magia. Per uno stadio che l'aveva osannato anche da avversario. Per la possibilità di giocare ancora ai massimi livelli, ancora in una società prestigiosa (con tutto il rispetto per il Manchester City, mi risulta difficile paragonarlo al Milan, anche non ragionando da tifoso rossonero). La sua convinzione, la sua voglia di vestire il rossonero è qualcosa che, da tifoso, non si può ignorare. In un calcio fatto sempre più di mercenari, di gente che guarda solo ed esclusivamente al denaro e che volta le spalle ai suoi supporters con irrisoria facilità (vero, Cristiano?) è un bel segnale. E contribuisce anche a farmi essere più ottimista sulla sua voglia di tornare ad essere il numero 1: se avesse voluto una tranquilla pensione già a 28 anni, il club di Shinawatra lo avrebbe letteralmente coperto di soldi, e non avrebbe avuto praticamente nessuna pressione. Ronaldinho arriva a Milano con le motivazioni giuste: su questo, gli ultimi giorni di trattativa hanno decisamente fugato i miei dubbi. E se si impegna come si deve, beh, è ancora uno dei 2/3 giocatori più forti del mondo. Uno dei più forti che si siano mai visti, capace di numeri da capogiro. Scusate se è poco.


E poi, c'è la magia. Quella magia che si è manifestata ieri sera a San Siro.

Non mi era mai capitato di vedere un entusiasmo simile per un giocatore, da parte dei tifosi rossoneri. In 40.000 sono andati allo stadio solo per vederlo, per applaudirlo, per incitarlo. Una grande festa, un evento mediatico che però è anche stata una dimostrazione d'amore, una di quelle magie che rendono bello il calcio, che esaltano la sua capacità di essere aggregatore sociale, di dare emozioni e far sorridere la gente. Ed è proprio il sorriso, la vera forza di Ronaldinho. Quel sorriso da cartoon, che si porta dietro ovunque vada, che esprime la gioia che il suo modo di giocare dà a lui così come agli altri, e che negli ultimi due anni si era offuscato. "Voglio dare tanta allegria ai tifosi del Milan": è stato questo il suo mantra, sin dal suo arrivo all'aeroporto.
Verso la fine dell'evento, Dinho aveva gli occhi lucidi, si vedeva che era emozionato davvero, travolto dall'affetto della gente di San Siro. Per tutta la serata, non ha mai smesso di sorridere. Scommettiamo che farà sorridere anche noi? E già solo per questo, per il suo impatto sul mondo Milan e sul calcio italiano, mi vien da pensare che forse, tutto sommato, mi sbagliavo, quando pensavo che altri giocatori ci sarebbero serviti maggiormente. Perché niente serve a una squadra più di chi sa dare un'emozione così.

Benvenuto, Ronaldinho.

martedì 4 dicembre 2007

La storia infinita

E' quella tra Pippo Inzaghi e il gol.

Stasera ha toccato quota 63: nessuno meglio di lui nelle coppe europee. Gerd Muller è superato, e il record è in cassaforte. Probabilmente non durerà: Raul è vicino ed è più giovane e fisicamente più integro di Superpippo. E' destinato a diventare lui, in un futuro non troppo lontano, il numero 1, avendo iniziato peraltro a giocare in Europa giovanissimo e per di più nel Real, squadra che gli ha garantito un alto numero di incontri nelle coppe, qualificandosi sempre per la Champion's e arrivando spesso fino in fondo o quasi.

Questo, però, non toglie che stasera, e almeno per un pò, il migliore sia lui: Superpippo!

E' difficile spiegare a chi non lo apprezza che i motivi per cui molti lo criticano sono esattamente quelli per cui i suoi tifosi lo adorano. E' vero che Inzaghi è tecnicamente mediocre, è vero che è fisicamente tutto tranne che esplosivo, è vero che rarissimamente è andato in rete dribblando un avversario. Ma è proprio questo a renderlo speciale! Pippo è un giocatore immenso proprio perché ha saputo diventare il miglior marcatore di sempre nelle coppe europee (ripetiamolo!) senza essere granché aiutato da madre natura. La sua è la vittoria dell'istinto, dello spirito, della voglia, contro la predestinazione che ti dice che certi doti o le hai o non le hai, a prescindere dai tuoi meriti o demeriti.

Il segreto di Inzaghi, oltre al fiuto del gol assolutamente inimitabile, è soprattutto nella voglia. Quella voglia con cui stasera, al 75° di una partita fondamentalmente inutile, e dopo aver già fatto il gol che lo fa entrare ancora di più nella storia, ancora pressava i difensori del Celtic sperando nell'errore che gli permettesse di metterla dento un'altra volta. La stessa voglia che lo ha aiutato a superare infortuni terribili, davanti ai quali altri si sarebbero arresi molto prima. Quella che gli ha fatto fare due gol in una finale di Champion's, e non parlate solo di fortuna, perché di quella deviazione, uno che non si butta come un assatanato su ogni respinta del portiere non avrebbe approfittato. Per Pippo, ogni partita è come quelle dei pomeriggi all'oratorio dei ragazzini: pura adrenalina, divertimento, gioia. Gioia, e voglia di gol.

Pippo Inzaghi e il gol: una storia infinita.