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giovedì 24 dicembre 2009

Best of 2009

Bene, visto che ho qualche minuto libero, ecco il mio bilancio dell'intrattenimento di quell'annataccia del 2009!

Best album - È uscito da mesi, e ancora non ho avuto il tempo di dedicargli un post come avrei voluto... Vabbè, prima o poi...! Comunque, il mio voto va all'imprescindibile The Devil You Know degli Heaven and Hell (ma potete anche chiamarli Black Sabbath: non si offenderanno). Il grande ritorno della line-up composta da Tony Iommi, Geezer Butler, Ronnie James Dio e Vinnie Appice, primo album completo di inediti dopo 17 anni, era atteso in maniera spasmodica dalla maggior parte degli amanti dell'heavy metal, me compreso, e non ha deluso le aspettative. Da Atom And Evil a Breaking Into Heaven, non c'è un brano che non sia illuminato dai riff di Tony Iommi e dalla voce di Ronnie James Dio, splendidamente coadiuvati da Geezer e Vinnie, sezione ritmica sempre fantasiosa e potente. Ha veramente dell'incredibile pensare che abbiano abbondamente superato i sessanta e siano cionostante ancora in grado di creare musica di questo livello, nonostante le decine di album alle spalle. Non ci sono altri gruppi invecchiati così bene nel metal (e probabilmente non solo in quello). Da brividi!


Menzione d'onore per un altro vecchietto terribile, l'inossidabile Udo, capace di sfornare con la sua band un disco come Dominator, che lo riporta su livelli davvero molto vicini a quelli dei capolavori partoriti con gli Accept. Mitico!

Best book - Quest'anno voglio citare qualcosa di diverso dal solito... non un romanzo, ma un "saggio divulgativo". Si intitola I 100 più grandi chitarristi metal ed è scritto dal giornalista inglese Joel McIver, grande appassionato di chitarra metal. Al di là della "classifica" da lui proposta, che si può condividere o meno ma che sicuramente ha delle basi solide e non campate in aria, a conquistare di questo libro è soprattutto il modo in cui coniuga uno stile divulgativo e avvincente con tante informazioni e nozioni sul mondo della chitarra metal e dei suoi interpreti. Per tutti coloro che sono interessati all'argomento, una lettura consigliatissima, capace di essere egualmente interessante per l'esperto e per il neofita.


Best comic book - Avevo sperato, ahimè, di poter inserire in questa classifica The Flash: Rebirth, il rilancio del franchise da me più amato, ma la miniserie di Geoff Johns e Ethan Van Sciver ha parzialmente deluso le mie aspettative. La "rinascita" di Green Lantern, da loro orchestrata qualche anno fa, era di ben altro spessore e stavolta il fulmine (ironicamente, visto che parliamo di Flash) non ha colpito due volte nello stesso punto.
Eliminato questo dinamico duo di autori dall'equazione, non mi resta che votare per la prima parte dello splendido Daredevil di Ed Brubaker e Michael Lark, ristampata nel corso dell'anno dalla Marvel nello splendido formato Omnibus. Davvero un grandissimo fumetto, intenso da far male, con una tale tensione da mozzare il fiato. Devil è un personaggio che ha avuto grandissimi autori nella sua storia e già solo per questo è una sfida per chiunque... Ma il team di quell'altro capolavoro chiamato Gotham Central non si fa certo intimidire e confeziona l'ennesimo successo. Complimenti.


Da segnalare anche:

  • l'esperimento Wednesday Comics in casa DC, davvero riuscito: un settimanale di grande formato, con fumetti costruiti sullo stile delle vecchie tavole domenicali dei quotidiani e soprattutto scritti e disegnati da autori strepitosi, e
  • la graphic novel Parker, The Hunter di Darwyn Cooke, che si conferma come uno dei più grandi fumettisti americani del momento.
Best movie - Quest'anno ho avuto modo di vedere sicuramente più film dell'anno scorso, anche se come al solito me ne sono persi alcuni che spero, prima o poi, di poter recuperare. Detto questo, il mio voto va allo Sherlock Holmes di Guy Ritchie, con Robert Downey Jr. e Jude Law. Un film divertentissimo, pieno di ritmo, ben diretto e recitato alla grande da un ottimo cast. Tra l'altro, da fan sfegatato del personaggio e dei suoi racconti e romanzi a firma Arthur Conan Doyle, devo far notare che si tratta di un Holmes molto più fedele a quello originale di quanto non sembri a prima vista. Se infatti avete in mente solo le precedenti versioni cinematografiche o televisive dell'investigatore più famoso di sempre, potreste non sapere che Doyle ce lo ha descritto anche come uomo d'azione, pugile espertissimo e grande contorsionista. Aspetti che certo non erano centrali nei suoi racconti come lo sono in questo film, ma che nondimeno esistevano, anche solo come accenni. In definitiva, un'ottima versione moderna del personaggio. Aspettiamo con piacere gli inevitabili sequel.


Menzione d'onore per il nuovo Star Trek di J. J. Abrams. Un altro film che si è posto l'obiettivo di rilanciare personaggi facenti parte dell'immaginario collettivo, ma un po' appannati dal passare degli anni, riuscendoci pienamente. Un ottimo film d'azione e un'ottima reinterpretazione della serie classica, forse non proprio "trek" fino al midollo (ci sono elementi qua e là davanti ai quali i puristi della saga come il sottoscritto non possono trattenere una smorfia e questo va ammesso) ma abbastanza da permettermi di promuoverlo. Il suo enorme successo, poi, ha dato nuova linfa vitale a tutto il franchise, il che è sicuramente un bene per tutti i fan della saga di Gene Roddenberry.

Best videogame - Continua il momento d'oro, dal punto di vista della qualità, dell'industria dei games. Anche quest'anno sono usciti diversi titoli che avrebbero meritato la medaglia di "gioco dell'anno" e sceglierne solo uno è veramente impresa ardua. La mia "rosa" di candidati, che oltretutto esclude già di per sé (per meri gusti personali) serie meritevolissime come Call of Duty e Assassin's Creed, include almeno tre titoli: Dragon Age: Origins, Batman: Arkham Asylum e FIFA 10. Tutti e tre hanno pieno titolo per essere considerati degni della medaglia di gioco dell'anno, per motivi diversi. Dragon Age è l'ennesimo impressionante RPG di BioWare, contenente ore e ore di gioco, gameplay "classico" ma ultrarifinito, personaggi meravigliosamente caratterizzati e una storia coinvolgente. Il tutto in un'ambientazione fantasy che si sforza di distinguersi almeno un po' dai canoni tolkieniani assorbendo parte di quell'approccio molto crudo e realistico che ha fatto la fortuna di saghe come le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di Martin. Un merito non da poco in un genere dove, troppo spesso, tutte le storie si assomigliano. Arkham Asylum è il miglior gioco su licenza mai prodotto: un action game di qualità impressionante in tutti i comparti (gameplay, grafica, sonoro, narrazione e via discorrendo) che è realmente capace di farti sentire come Batman, perché realizzato da designer che hanno capito fino in fondo cosa rende davvero speciale l'uomo pipistrello e si sono appoggiati a tutte le sue molteplici interpretazioni, non solo quelle cinematografiche o televisive come spesso è accaduto. Infine, FIFA 10. Un gioco che non solo porta a un livello superiore la già ottima versione dell'anno passato ma, in definitiva, ridefinisce completamente i giochi sportivi, in particolare quelli calcistici. E proprio il titolo EA Sports si guadagna il mio primo posto di quest'anno. Perché è veramente la simulazione calcistica più spettacolare e accurata mai prodotta finora e perché, a differenza degli altri due splendidi giochi citati, ha portato una vera, indiscutibile innovazione nel proprio genere.



Dopo FIFA 10, ogni gioco di calcio che non voglia sembrare anacronistico dovrà cambiare pelle... compreso PES, che vive di rendita da qualche anno di troppo, campando su una credibilità costruita su PS2 a cui il 2009 ha dato la spallata definitiva, mettendo a nudo l'incapacità di Konami di rinnovarsi e guardare al futuro. Il simbolo più alto della rivoluzione portata dal nuovo FIFA è sicuramente il dribbling a 360°, la più importante di tutte le novità introdotte dalla serie, che libera i giocatori dai binari delle 8 possibili direzioni e fa finalmente entrare il calcio virtuale nel nuovo millennio. Complimenti a EA. E se lo dico io, vista la mia storia personale con la casa americana di questo 2009, potete fidarvi.

Bene, anche quest'anno è andata. Mi sono dilungato fin troppo, ma stasera mi sentivo grafomane, una volta tanto. E buon 2010 a tutti!

giovedì 12 marzo 2009

Watchmen - The Movie

Trovate la mia recensione su www.glamazonia.it.

Se vi va, leggetela!

mercoledì 4 marzo 2009

Green Lantern - First Flight

E' stato annunciato il prossimo lungometraggio in DVD dedicato agli eroi DC. Dopo Superman, The New Frontier e Wonder Woman, è il turno di...



GREEN LANTERN!

Vista la qualità dei precedenti, non vedo l'ora. E incrocio le dita sperando che il prossimo sia Flash!

lunedì 23 febbraio 2009

Nothing ends, Adrian. Nothing ever ends.



Dr. Manhattan: Thermo-dynamic miracles... events with odds against so astronomical they're effectively impossible, like oxygen spontaneously becoming gold. I long to observe such a thing.
And yet, in each human coupling, a thousand million sperm vie for a single egg. Multiply those odds by countless generations, against the odds of your ancestors being alive; meeting; siring this precise son; that exact daughter... Until your mother loves a man she has every reason to hate, and of that union, of the thousand million children competing for fertilization, it was you, only you, that emerged. To distill so specific a form from that chaos of improbability, like turning air to gold... that is the crowning unlikelihood. The thermo-dynamic miracle.

Laurie Juspeczyk: But...if me, my birth, if that's a thermodynamic miracle... I mean, you could say that about anybody in the world!
Dr. Manhattan: Yes. Anybody in the world... But the world is so full of people, so crowded with these miracles that they become commonplace and we forget... I forget. [...] Come... dry your eyes. For you are life, rarer than a quark and unpredictable beyond the dreams of Heisenberg; the clay in which the forces that shape all things leave their fingerprints most clearly.

Ogni volta che lo rileggo, ho i brividi. E' esattamente per parti come queste che Watchmen è il miglior fumetto mai scritto. E' per riflessioni così - più ancora che per la sua sceneggiatura perfetta e l'impressionante tecnica con cui è costruito - che merita un posto tra i classici della letteratura, non solo disegnata. 
Non so cosa verrà fuori dal film di Snyder, ma per quanto possa essere ben realizzato e fedele, non potrà eguagliare la bellezza dell'opera originale. Ed è per questo che dovreste leggerla. Tutti.

In Alan (Moore) we trust.

martedì 11 novembre 2008

E' nata, è nata!


E' finalmente nata la nuova costola Marvel di Glamazonia: MARVEL EXPERIENCE!

Un blog Marvel che si occuperà sì di news e curiosità assortite, ma anche e soprattutto delle storie. Nuove e classiche, 616 e Ultimate, senza barriere: basta che abbiano qualcosa da dire, o ci diano una scusa per farlo noi stessi.

Nei prossimi giorni la inserirò anche nei feed qui a destra. Ah, ovviamente potete tutti partecipare e commentare attraverso l'apposita stanza del forum di Glamazonia.

Glama continua a crescere e questo, sinceramente, mi rende orgoglioso di farne parte, insieme a un gruppo di persone animate da vera passione.

martedì 4 novembre 2008

Screaming Eagles Go Go Go!

Faccio mie le parole del mio caro amico Fabio, alias Mr. Kayak, per spingervi a dare una mano a un altro grande amico, quel Brahamil le cui lodi ho sempre tessuto a tutti gli appassionati di fumetto e in generale del bel disegno.

Scrive Fabio:


Forse non conosci ZUDA, un progetto lanciato un anno fa esatto dalla DC Comics per lanciare delle serie a fumetti originali studiate appositamente per il web.
ZUDA funziona così: ogni mese vengono selezionati, tra le numerose proposte ricevute, dieci comics concorrenti. Di queste serie viene presentato un assaggio su ZUDA, e quella che riceverà più voti da parte dei lettori potrà proseguire per un anno intero come feature fissa del sito!

Questo mese su ZUDA c'è una bellissima novità, nella quale voglio coinvolgere tutti quelli che conosco: tra i partecipanti di novembre 2008 c'è un fumetto realizzato da ALESSANDRO BRAGALINI, un mio carissimo amico!
Ale è una persona deliziosa e coerente che cerca di farsi largo nel mondo del fumetto con le unghie e con i denti. Ma soprattutto è un artista favoloso, abilissimo con la matita ma anche col colore. Come puoi ammirare da te dando uno sguardo al suo SCREAMING EAGLES, su ZUDA!

La serie è un cocktail tutto azione tra "Shockrockets", "Independece Day" e "Rambo". Un fumetto spettacolare, denso di colpi di scena e che, in un certo senso, richiama la cinematografia dei migliori action movie di Hollywood.
Autore dei testi è MIKE SANGIACOMO, con il quale Alessandro aveva già collaborato in uno dei racconti di TALES OF THE STARLIGHT DRIVE-IN, grazioso volume Image Comics.

Naturalmente, il mio invito è di leggere e soprattutto VOTARE SCREAMING EAGLES!!!
Il procedimento è molto semplice, basta registrarsi sul sito ZUDACOMICS.COM e quindi cliccare il tasto "VOTE" nella pagina dedicata alla serie. Ci si mette davvero un minuto, e la registrazione richiede pochissimi dati (nome, data di nascita, email e un qualsiasi nome utente).

Grazie in anticipo, di cuore. E... BUONA LETTURA :-)


Sottoscrivo ogni singola parola, e vi invito a votare tutti per Screaming Eagles.

Se poi siete frequentatori di forum e affini, ecco qualche bannerino con cui diffondere il verbo:







Mi raccomando. Diamo una mano a qualcuno che se lo merita veramente!

SCREAMING EAGLES GO GO GO!

lunedì 8 settembre 2008

All good things... Return!

Finalmente, dopo più di anno di lavori, preparativi, problemi, casini, risate e chi più ne ha più ne metta, il nuovo sito di GLAMAZONIA è finalmente realtà!

Far parte di questo progetto, per me, è un piacere e un onore. Soprattutto perché mi trovo accanto ad amici e persone di cui ho profonda stima, perché è un sito realizzato da appassionati per appassionati senza secondi fini e leccaculismi vari, perché è un progetto in cui abbiamo creduto sin dall'inizio, quando non sapevamo ancora quanto sarebbe stata dura portarlo avanti, e in cui abbiamo continuato a credere anche dopo che si sono presentate le più grosse difficoltà.

Chiudo con la "press-release" di presentazione del nuovo sito:


1988 - 2008: VENT'ANNI DI FUMETTO CON GLAMAZONIA!
Dopo un periodo di silenzio, ritorna a gran voce una delle più note webzine del comicdom italiano: GLAMAZONIA.
Il 2008 segna il dodicesimo anno dalla nascita del sito web, uno dei primi nel Belpaese ad occuparsi di Fumetto, e il ventesimo da quando progetto prese vita in forma cartacea. Si festeggiano, dunque, due decenni di GLAMAZONIA, con un sito rinnovato nella grafica e nei contenuti, sempre nel segno della riflessione e dell'approfondimento.
Si (ri)parte con una succosa intervista a uno dei mostri sacri del Fumetto d'oltreoceano, JIM SHOOTER, che a GLAMAZONIA svela i dietro le quinte del proprio lavoro e non esita a dire la sua sul comic contemporaneo.
Inoltre, recensioni, articoli di interesse sulla Nona Arte e straordinari e-comics inediti, realizzati da alcuni dei più ispirati artisti della scena online internazionale.
Un menu corposo, ma un mero assaggio di ciò che GLAMAZONIA ha in serbo per i suoi lettori nei prossimi mesi. Stay tuned!


Welcome back, GLAMAZONIA!!!

mercoledì 20 agosto 2008

The Flash: Rebirth

Finalmente.

L'ultima San Diego Comicon è stata tutto sommato fiacca; pochi gli annunci veramente intriganti.

Tra questi, il più interessante di tutti per il sottoscritto è sicuramente quello riguardante il rilancio dell'intero franchise di Flash da parte della DC Comics, affidato ad una miniserie dal titolo The Flash: Rebirth, ad opera di Geoff Johns e Ethan Van Sciver, già autori di una miniserie analoga su Green Lantern che è una delle mie letture preferite degli ultimi anni.

Come fan di Wally West, ovviamente mi dispiace di vedere che sta per essere accantonato (in che misura, lo scopriremo solo quando la mini uscirà - speriamo il meno possibile!) in favore del ritorno di Barry Allen, l'ultimo grande personaggio della DC Silver Age a essere resuscitato e riportato in gioco. Un grande assente che sinceramente, dopo la rinascita di tutti i suoi compagni di avventure, forse non aveva neanche più senso lasciare nel limbo dei "morti" dei comics.

Però, sull'altro piatto della bilancia, vanno messi gli ultimi, disastrosi anni di gestione del velocista scarlatto e del suo mondo da parte della DC. Pensavo qualche giorno fa che l'ultima saga che mi sono DAVVERO goduto di Flash è stata "Blitz"; parliamo di una run uscita nel 2003. Ben cinque anni fa! Ad essa sono seguiti ancora due anni di storie godibili, sia pure non eccezionali, e poi? Infinite Crisis, il rilancio con Bart Allen (tra le cose peggiori che abbia mai avuto la sfortuna di leggere), il ritorno subito abortito di Waid... Cambi vorticosi di scrittori e disegnatori che non hanno mai saputo ridare alla serie del velocista scarlatto il lustro di un tempo, ondeggiando tra il mediocre e il pessimo. Ebbene, se il prezzo per un rilancio SERIO del mio franchise preferito nei comics è riavere Barry Allen come protagonista principale... Se solo il suo ritorno poteva convincere la DC ad affidare di nuovo le sorti del mondo di Flash a un Geoff Johns cresciuto enormemente rispetto alla sua prima - e comunque ottima - prova alle redini della serie di Wally, affiancato da uno dei suoi migliori disegnatori in assoluto... Beh, ben venga Barry! E' pur sempre un personaggio a cui sono affezionato, che ha una storia importante (anzi, importantissima), è pur sempre FLASH, a pieno diritto e a tutti gli effetti.

Ovviamente, spero che Wally non sia relegato a un ruolo di secondo piano a lungo. Spero che il nuovo costume che sta creando per lui Van Sciver sia all'altezza dell'attuale (destinato a essere accantonato perché troppo derivativo di quello di Barry - del resto, Wally l'ha sempre indossato per onorare il suo mentore scomparso, se questi ritorna è sensato che cambi il suo look). Spero che The Flash: Rebirth sia un grande successo, tale da giustificare una seconda collana dedicata ai velocisti scarlatti in cui l'ex Kid Flash possa essere il principale protagonista. Wally resta, resterà sempre, il mio personaggio preferito. Ma ora come ora, quello che voglio più di ogni altra cosa sono delle BELLE STORIE. Voglio poter leggere delle storie di Flash all'altezza della sua storia. Disegnate come Dio comanda e scritte in maniera coinvolgente, appassionante, impeccabile. Insomma, l'intento dichiarato di Johns e EVS è di fare per Flash e il suo mondo quello che hanno fatto per Lanterna Verde. E non ci potrebbe essere notizia migliore per un fan dei velocisti scarlatti, visto che Green Lantern e Green Lantern Corps sono tra le più belle serie degli ultimi anni. Tra le poche su cui la semi-disastrosa gestione DC post-Infinite Crisis non abbia sbagliato un colpo.

Tanto, il mondo del fumetto USA è ciclico. Wally potrà essere messo in un angolo per qualche tempo... Ma tornerà ad essere protagonista, prima o poi. Magari anche prima di quanto crediamo. Ma sarà molto più facile che gli riesca se nel frattempo il franchise di Flash sarà stato portato ad essere di nuovo un franchise di successo, generatore di emozioni, belle storie e interesse da parte del pubblico. Cose che raramente sono disgiunte per più di un breve periodo.
Nel frattempo, voglio godermi REBIRTH e le storie che ne seguiranno. Voglio vedere di nuovo una collana di FLASH scalare le classifiche, essere trattata come merita dagli editor DC, ed essere fucina di grandi saghe e di intrattenimento di qualità. Come è stata per decenni.

Buona fortuna, Geoff, Ethan. Contiamo su di voi. E sono certo che non ci deluderete.

lunedì 4 agosto 2008

Flash Facts: The Flash Companion

Sabato ho finalmente ricevuto la mia copia di THE FLASH COMPANION.


Il librone, edito negli USA dalla mai troppo lodata TwoMorrows Publishing, è una vera miniera d'oro per tutti gli appassionati del velocista scarlatto, e in più in generale della storia del fumetto americano.

Nelle sue 224 pagine è narrata l'intera storia editoriale di Flash, dagli esordi di Jay Garrick nella Golden Age fino al ritorno di Barry Allen in DC Universe #0 (su Barry, e sul rilancio dell'intero Flash-Franchise che ci aspetta nel 2009, scriverò un altro post nei prossimi giorni), attraverso saggi, schede biografiche e interviste su e con tutti i maggiori creatori, editor e personaggi di rilievo che hanno contribuito a creare e mantenere in vita per più di sessant'anni i nostri amati velocisti.

La mole di aneddoti, informazioni, curiosità ed analisi (nonché un buon numero di bellissime illustrazioni e riproduzioni di tavole originali) ne fa un volume veramente imperdibile per ogni fan di Flash che abbia un minimo di dimestichezza con l'inglese. Soprattutto, è un lavoro che trasuda amore per i personaggi e per i fumetti da ogni pagina, realizzato con grande cura e passione, testimonianza di quel legame speciale che i velocisti scarlatti hanno sempre avuto con i propri lettori. Non per niente, tra i contributor del companion c'è anche Kelson, l'autore dei due siti di riferimento su Flash del web: l'enciclopedico Those Who Ride The Lightning e il relativo, aggiornatissimo blog Speed Force.

Ah, da segnalare anche il fatto che il tutto è scritto in uno stile semplice, chiaro, diretto, che lo rende accessibilissimo a chiunque.

Insomma, una lettura praticamente obbligatoria per i Flash-fan e caldamente consigliata a tutti coloro che vogliano approfondire un pò la storia del fumetto USA, sia pure attraverso il punto di vista specifico della storia di un singolo concept (dato che di singolo personaggio, in questo caso, non si può proprio parlare).

Complimenti vivissimi al curatore Keith Dallas e a tutti i collaboratori per l'ottimo lavoro svolto. Penso che divorerò il frutto delle loro fatiche molto, molto rapidamente...

mercoledì 5 dicembre 2007

Quando un titolo vale più di mille parole



E io mi chiedo, per rubare un'espressione agli anglosassoni: ma quando hanno deciso il titolo di questa collana...

A che cavolo stavano pensando?

Mah!

mercoledì 14 novembre 2007

The neXt generation



Ho iniziato la settimana scorsa una rilettura dell'intero ciclo di Grant Morrison sugli X-Men, che furono per l'occasione rinominati "New X-Men", inaugurando una consuetudine (quella dell'aggiunta del "new" davanti al titolo per segnalare un revamp) che in casa Marvel dura ancora oggi.
Al di là della goduria instrinseca (e feticistica) di avere tra le mani gli spendidi HC Oversized che raccolgono tutta la run Morrisoniana, è la rilettura stessa, sono le storie, che mi stanno dando qualcosa. Come la prima volta, forse anche di più.

La mia passione per lo scrittore scozzese è ben nota a chi mi conosce, ma penso che lo sia altrettanto la mia onestà intellettuale nel cercare di vedere le sue opere per quello che sono: nel bene e nel male. Non ho risparmiato critiche alla sua recente gestione di Batman in coppia con Andy Kubert; al tempo stesso, non credo di dover risparmiare elogi nei confronti dei suoi X-Men. Intriganti, appassionanti, surreali, pop, futuristi, dissacranti, emozionanti: i NXM di Morrison sono tutto questo e anche di più. Sono, semplicemente, gli unici X-Men che valga davvero la pena di leggere tra tutti quelli usciti dopo la fine della prima run di Claremont.

A impressionarmi sempre, di Morrison, è il ritmo. Riesce a coinvolgermi, a tirarmi dentro la storia come nessun altro. E' lui il vero inventore della "Widescreen Action" nei fumetti americani, con buona pace di Warren Ellis e della sua (pregevole, sia chiaro) Authority. E' lui ad aver applicato meglio di ogni altro la lezione di Jack Kirby. Non a caso, in tempi più recenti rispetto a quelli dei suoi X-Men, Grant ha ripreso nei 7 Soldiers tanti personaggi e situazioni del Re, oltre allo stile di pubblicazione da questi introdotto con la saga del IV Mondo (attualmente in corso di ristampa in degli imperdibili volumi Omnibus, su cui conto di tornare in futuro). Leggere alcune sue storie è veramente come assistere ad un grande action movie americano, tutto effetti speciali e personaggi "cool", ma con in aggiunta un tocco di follia, di surrealismo, e dei riferimenti culturali non proprio d'accatto. Azione intelligente: un'autentica rarità.

In New X-Men, però, non c'è solo questo: c'è anche un'attenzione enorme ai personaggi, c'è la voglia di farli crescere, cambiare, evolvere. E se ci sono dei personaggi che dovrebbero sempre farlo, quelli sono proprio gli X-Men: evoluzione è la loro parola chiave, sin dalle origini. E Morrison, negli ultimi anni, è l'unico ad averla applicata. Peccato che poi tutto quello che ha fatto sia stato cancellato a posteriori dai piani alti della Marvel, più interessati al licensing che ai fumetti. Comprensibile, visto che parliamo di un'azienda a scopo di lucro. Ma triste per chi ha apprezzato e amato i mutanti X nei loro periodi più coraggiosi.

Se avete voglia di leggere di mutanti che siano davvero tali (e quindi non solo supermodelli con superpoteri, ma anche e soprattutto freak), e quindi credibili al 100%, anche nel 2000, come oggetto di diffidenza da parte dei comuni umani; se volete vedere personaggi stereotipati assumere di colpo spessore, personalità e significato; se volete ritmo, azione e pericolo; se volete colpi di scena folli; se volete pop-culture a go-go; se volete storie con più piani di lettura, adatte al neofita quanto al lettore navigato e consapevole, beh, qui c'è roba per voi. E tanta, anche! E poi, la ristampa in volumi 100% Marvel da parte di Panini sta rendendo questo ciclo di nuovo facilmente reperibile anche in Italia (sebbene sia comunque consigliabile, potendo, leggere la versione originale, per non perdersi nessuna sfumatura linguistica... Ma questo è un altro discorso). Insomma, non avete scuse.

Ah, visto che parliamo di fumetti... Fatemi dire due parole anche sui disegni, che è dovuto. Ad accompagnare i testi di Morrison, si sono alternati diversi artisti, purtroppo molto mal gestiti dalla Marvel. Un talento come Igor Kordey costretto a disegnare 22 pagine in due settimane scarse è uno spreco incredibile, e infatti le sue tavole risultano tra le peggiori da lui prodotte nella sua carriera... Pur mantenendo quella chiarezza di narrazione che altri non ottengono in una vita, figuriamoci in pochi giorni. Anche Ethan Van Sciver, che pure ha fatto un lavoro discreto, ha sicuramente dato di meglio in seguito, con delle schedule più adeguate ai suoi tempi di lavoro.
Le storie migliori del lotto, dal punto di vista grafico, restano quindi quelle di Frank Quitely, il cui nome era abbastanza "forte" al tempo della pubblicazione da potergli permettere di prendersi il tempo necessario per lavorare al meglio. E io mi chiedo: alla Marvel non immaginavano che Quitely non sarebbe stato in grado di tenere una scadenza mensile, e che era meglio avere pronti dei backup artist capaci di lavorare rapidamente, alla Bagley, invece che uno come Kordey? Mah. Ecco, se c'è una pecca in questo ciclo è proprio la scarsa continuità grafica. Ma questo non dovrebbe frenarvi, perché i New X-Men di Morrison restano comunque tra le opere più interessanti dei comics degli ultimi anni, e uno dei primi e più convincenti tentativi di portare il fumetto USA nel nuovo millenio.

sabato 10 novembre 2007

Piccolo aggiornamento

E' un periodo di scarsa vena per gli aggiornamenti del blog, un pò per stanchezza, un pò per impegni vari... Un pò perché c'è un progettino che mi occupa parecchio, ma che sta venendo su davvero bene. Spero che saremo (sì: è un progetto corale) in grado di lanciarlo molto presto, intanto incrociate le dita.

Questo post è dunque solo un modo per:

A) Rendere noto che il blog non è morto, solo un pò sonnecchiante;

B) Pubblicizzare il fatto che ho aggiunto un RSS Feed con le notizie da Comic Book Resources. CBR è uno dei miei siti preferiti, tra quelli di informazione sul fumetto USA, e mi piace l'idea di aprirvi una vetrina anche da Deep Sound 9. Visitatelo, ne vale la pena!

E ora torno nell'ombra, sperando di essere presto in grado di recuperare con un pò di post. In cui parlare di Drakkar e Crimson Dawn, degli X-Men di Morrison, e di Mass Effect (ormai prossimo all'uscita!). See ya soon, space cowboys!

venerdì 21 settembre 2007

Towards a New Frontier

Ho già parlato di DC: The New Frontier in un vecchio post su Earth-D. Chi mi conosce almeno un pochino sa quanto ami l'opera di Darwyn Cooke, che è uno dei miei fumetti preferiti in assoluto: sicuramente quello che ho amato di più nel recente passato, tanto per la storia quanto per i disegni.
E' quindi con un misto di apprensione e euforia che aspetto l'uscita in DVD del film animato ispirato alla miniserie, in produzione negli studios della Warner Bros in questi mesi.
A onor del vero, devo dire che in me prevale nettamente l'ottimismo.
I cartoni animati della Warner ispirati agli eroi DC sono quasi tutti (con l'unica eccezione dell'ultimissima versione di Batman, "The Batman", piuttosto sciapa e infantile) dei piccoli capolavori. Intrattenimento puro ad altissimo livello, con due giganti come Bruce Timm e Paul Dini a fare da guida rispettivamente su come si disegnano e come si scrivono i supereroi DC in versione animata. Qualunque DC fan abbia visto Justice League Unlimited non può non averlo amato... E non può non essersi rammaricato almeno un pò di quanto poco quel tipo di storie siano oggi presenti, nelle collane a fumetti di quei personaggi. Inoltre, Darwyn Cooke stesso è stato parte dello staff creativo di questi cartoni - come si può notare dal suo stile di disegno, che ha in sè alcune caratteristiche tipicamente "Timmiane" - e sta lavorando in prima persona anche al lungometraggio tratto dalla sua opera. Insomma, gli elementi per essere fiduciosi c'erano sin dall'inizio.
Una fiducia che è stata ulteriormente alimentata da...

Questa preview!



Inutile dire che piacere mi abbia dato vedere lo stile di disegno di Cooke così mirabilmente rispettato, e verificare in prima persona che quantomeno alcune delle mie scene preferite del fumetto sono presenti anche nel film.
Semplicemente... Non vedo l'ora.

Tra questo e Mass Effect, sarà un finale d'anno coi botti!

mercoledì 19 settembre 2007

Bentornato Wally


Oggi ho finalmente letto The Flash # 231. Con questo numero, la DC Comics ha ripreso la pubblicazione della serie post-crisis del velocista, quella con Wally West protagonista, da dove si era interrotta nel periodo di Infinite Crisis (almeno come numerazione, visto che nel frattempo è passato parecchio tempo non solo nel mondo reale ma anche in quello del fumetto).
Il flop della serie con protagonista Bart Allen nei panni del nuovo velocista scarlatto ha costretto l'editore ad una repentina marcia indietro che ha riportato il Flash più amato dall'attuale generazione di lettori al centro della scena, condotto per mano dallo scrittore che più di ogni altro aveva saputo valorizzarlo nel suo lunghissimo ciclo: Mark Waid.
Ora, il Flash della prima run di Waid è uno dei fumetti che amo di più, e Wally West è indubbiamente il mio personaggio preferito nel mondo delle nuvole parlanti. Potete capire, quindi, come questo numero rappresentasse, per me, un evento molto atteso e speciale; Wally che torna ad essere Flash dopo una lunga assenza, scritto da Waid, disegnato da un talento emergente come Daniel Acuna, con il bonus della ripresa della vecchia numerazione, che in questi tempi di continue finte ripartenze da uno sa tanto di casa...

Il legame tra un appassionato di comics e il suo personaggio del cuore è difficile da spiegare; la serialità infinita dei fumetti americani fa sì che i personaggi possano crescere con noi, accompagnandoci mese dopo mese nella nostra vita, diventando sempre più come degli "amici immaginari" che rievocano ricordi, sensazioni, emozioni... Un misto di nostalgia, escapismo e sense of wonder che fa della routine mensile dell'albetto una piacevole costante in un mondo che di costanti ce ne regala poche, troppo poche. Non so se chi leggerà queste parole potrà comprendere appieno quello che sto scrivendo; sicuramente altri appassionati di fumetti sì, chi non ha questa passione probabilmente no. Ma resta il fatto che il ritorno di Wally, per me, rappresenta il ritorno di uno dei piccoli piaceri della vita, di una delle mie costanti che era purtroppo venuta a mancare.

Questo ovviamente mi ha dato un brivido, quando stavo per accingermi alla lettura, perché se l'albo fosse stato brutto, beh, la delusione sarebbe stata doppia. Ma per fortuna, Flash 231 è un bell'albo. Non ho dovuto aggrapparmi all'irrazionale contentezza di rivedere il "mio" Flash - che non necessita di solide basi, proprio perché irrazionale - per potermi godere la storia. Flash 231 è un fumetto divertente, fresco, che porta avanti la tradizione della collana ma al tempo stesso ha spunti inediti, orientati al futuro. Waid ultimamente aveva fatto parecchi passi falsi, ma quando si tratta di Flash, quando si tratta poi del Wally/Flash, beh... Per lui suppongo sia un pò come andare in bicicletta: non si disimpara mai.

Il nuovo status quo della serie, che grazie ai figli di Wally è diventata quasi un Flash meets The Incredibles, sembra funzionare alla grande; dà nuova linfa alla collana senza snaturarla, è una fonte di spunti che non si può esaurire tanto facilmente ed è anche piuttosto singolare nel panorama odierno dei fumetti USA. Acuna, come sempre, sopperisce alle mancanze del suo tratto (comunque discreto) con una colorazione favolosa che rende la lettura ancora più piacevole, e che rappresenta benissimo l'effetto della velocità (che, mi pare ovvio, è la cosa più importante in un fumetto di Flash).

Insomma, un "esordio" - se così si può definire un numero 231 - veramente positivo. Più di una volta, leggendolo, ho sorriso di cuore, e chi conosce i comics della DC di oggi sa quanto (purtroppo) sia una cosa rara.

Bentornato Wally. Ci sei mancato.