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giovedì 24 dicembre 2009

Best of 2009

Bene, visto che ho qualche minuto libero, ecco il mio bilancio dell'intrattenimento di quell'annataccia del 2009!

Best album - È uscito da mesi, e ancora non ho avuto il tempo di dedicargli un post come avrei voluto... Vabbè, prima o poi...! Comunque, il mio voto va all'imprescindibile The Devil You Know degli Heaven and Hell (ma potete anche chiamarli Black Sabbath: non si offenderanno). Il grande ritorno della line-up composta da Tony Iommi, Geezer Butler, Ronnie James Dio e Vinnie Appice, primo album completo di inediti dopo 17 anni, era atteso in maniera spasmodica dalla maggior parte degli amanti dell'heavy metal, me compreso, e non ha deluso le aspettative. Da Atom And Evil a Breaking Into Heaven, non c'è un brano che non sia illuminato dai riff di Tony Iommi e dalla voce di Ronnie James Dio, splendidamente coadiuvati da Geezer e Vinnie, sezione ritmica sempre fantasiosa e potente. Ha veramente dell'incredibile pensare che abbiano abbondamente superato i sessanta e siano cionostante ancora in grado di creare musica di questo livello, nonostante le decine di album alle spalle. Non ci sono altri gruppi invecchiati così bene nel metal (e probabilmente non solo in quello). Da brividi!


Menzione d'onore per un altro vecchietto terribile, l'inossidabile Udo, capace di sfornare con la sua band un disco come Dominator, che lo riporta su livelli davvero molto vicini a quelli dei capolavori partoriti con gli Accept. Mitico!

Best book - Quest'anno voglio citare qualcosa di diverso dal solito... non un romanzo, ma un "saggio divulgativo". Si intitola I 100 più grandi chitarristi metal ed è scritto dal giornalista inglese Joel McIver, grande appassionato di chitarra metal. Al di là della "classifica" da lui proposta, che si può condividere o meno ma che sicuramente ha delle basi solide e non campate in aria, a conquistare di questo libro è soprattutto il modo in cui coniuga uno stile divulgativo e avvincente con tante informazioni e nozioni sul mondo della chitarra metal e dei suoi interpreti. Per tutti coloro che sono interessati all'argomento, una lettura consigliatissima, capace di essere egualmente interessante per l'esperto e per il neofita.


Best comic book - Avevo sperato, ahimè, di poter inserire in questa classifica The Flash: Rebirth, il rilancio del franchise da me più amato, ma la miniserie di Geoff Johns e Ethan Van Sciver ha parzialmente deluso le mie aspettative. La "rinascita" di Green Lantern, da loro orchestrata qualche anno fa, era di ben altro spessore e stavolta il fulmine (ironicamente, visto che parliamo di Flash) non ha colpito due volte nello stesso punto.
Eliminato questo dinamico duo di autori dall'equazione, non mi resta che votare per la prima parte dello splendido Daredevil di Ed Brubaker e Michael Lark, ristampata nel corso dell'anno dalla Marvel nello splendido formato Omnibus. Davvero un grandissimo fumetto, intenso da far male, con una tale tensione da mozzare il fiato. Devil è un personaggio che ha avuto grandissimi autori nella sua storia e già solo per questo è una sfida per chiunque... Ma il team di quell'altro capolavoro chiamato Gotham Central non si fa certo intimidire e confeziona l'ennesimo successo. Complimenti.


Da segnalare anche:

  • l'esperimento Wednesday Comics in casa DC, davvero riuscito: un settimanale di grande formato, con fumetti costruiti sullo stile delle vecchie tavole domenicali dei quotidiani e soprattutto scritti e disegnati da autori strepitosi, e
  • la graphic novel Parker, The Hunter di Darwyn Cooke, che si conferma come uno dei più grandi fumettisti americani del momento.
Best movie - Quest'anno ho avuto modo di vedere sicuramente più film dell'anno scorso, anche se come al solito me ne sono persi alcuni che spero, prima o poi, di poter recuperare. Detto questo, il mio voto va allo Sherlock Holmes di Guy Ritchie, con Robert Downey Jr. e Jude Law. Un film divertentissimo, pieno di ritmo, ben diretto e recitato alla grande da un ottimo cast. Tra l'altro, da fan sfegatato del personaggio e dei suoi racconti e romanzi a firma Arthur Conan Doyle, devo far notare che si tratta di un Holmes molto più fedele a quello originale di quanto non sembri a prima vista. Se infatti avete in mente solo le precedenti versioni cinematografiche o televisive dell'investigatore più famoso di sempre, potreste non sapere che Doyle ce lo ha descritto anche come uomo d'azione, pugile espertissimo e grande contorsionista. Aspetti che certo non erano centrali nei suoi racconti come lo sono in questo film, ma che nondimeno esistevano, anche solo come accenni. In definitiva, un'ottima versione moderna del personaggio. Aspettiamo con piacere gli inevitabili sequel.


Menzione d'onore per il nuovo Star Trek di J. J. Abrams. Un altro film che si è posto l'obiettivo di rilanciare personaggi facenti parte dell'immaginario collettivo, ma un po' appannati dal passare degli anni, riuscendoci pienamente. Un ottimo film d'azione e un'ottima reinterpretazione della serie classica, forse non proprio "trek" fino al midollo (ci sono elementi qua e là davanti ai quali i puristi della saga come il sottoscritto non possono trattenere una smorfia e questo va ammesso) ma abbastanza da permettermi di promuoverlo. Il suo enorme successo, poi, ha dato nuova linfa vitale a tutto il franchise, il che è sicuramente un bene per tutti i fan della saga di Gene Roddenberry.

Best videogame - Continua il momento d'oro, dal punto di vista della qualità, dell'industria dei games. Anche quest'anno sono usciti diversi titoli che avrebbero meritato la medaglia di "gioco dell'anno" e sceglierne solo uno è veramente impresa ardua. La mia "rosa" di candidati, che oltretutto esclude già di per sé (per meri gusti personali) serie meritevolissime come Call of Duty e Assassin's Creed, include almeno tre titoli: Dragon Age: Origins, Batman: Arkham Asylum e FIFA 10. Tutti e tre hanno pieno titolo per essere considerati degni della medaglia di gioco dell'anno, per motivi diversi. Dragon Age è l'ennesimo impressionante RPG di BioWare, contenente ore e ore di gioco, gameplay "classico" ma ultrarifinito, personaggi meravigliosamente caratterizzati e una storia coinvolgente. Il tutto in un'ambientazione fantasy che si sforza di distinguersi almeno un po' dai canoni tolkieniani assorbendo parte di quell'approccio molto crudo e realistico che ha fatto la fortuna di saghe come le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di Martin. Un merito non da poco in un genere dove, troppo spesso, tutte le storie si assomigliano. Arkham Asylum è il miglior gioco su licenza mai prodotto: un action game di qualità impressionante in tutti i comparti (gameplay, grafica, sonoro, narrazione e via discorrendo) che è realmente capace di farti sentire come Batman, perché realizzato da designer che hanno capito fino in fondo cosa rende davvero speciale l'uomo pipistrello e si sono appoggiati a tutte le sue molteplici interpretazioni, non solo quelle cinematografiche o televisive come spesso è accaduto. Infine, FIFA 10. Un gioco che non solo porta a un livello superiore la già ottima versione dell'anno passato ma, in definitiva, ridefinisce completamente i giochi sportivi, in particolare quelli calcistici. E proprio il titolo EA Sports si guadagna il mio primo posto di quest'anno. Perché è veramente la simulazione calcistica più spettacolare e accurata mai prodotta finora e perché, a differenza degli altri due splendidi giochi citati, ha portato una vera, indiscutibile innovazione nel proprio genere.



Dopo FIFA 10, ogni gioco di calcio che non voglia sembrare anacronistico dovrà cambiare pelle... compreso PES, che vive di rendita da qualche anno di troppo, campando su una credibilità costruita su PS2 a cui il 2009 ha dato la spallata definitiva, mettendo a nudo l'incapacità di Konami di rinnovarsi e guardare al futuro. Il simbolo più alto della rivoluzione portata dal nuovo FIFA è sicuramente il dribbling a 360°, la più importante di tutte le novità introdotte dalla serie, che libera i giocatori dai binari delle 8 possibili direzioni e fa finalmente entrare il calcio virtuale nel nuovo millennio. Complimenti a EA. E se lo dico io, vista la mia storia personale con la casa americana di questo 2009, potete fidarvi.

Bene, anche quest'anno è andata. Mi sono dilungato fin troppo, ma stasera mi sentivo grafomane, una volta tanto. E buon 2010 a tutti!

giovedì 12 marzo 2009

Watchmen - The Movie

Trovate la mia recensione su www.glamazonia.it.

Se vi va, leggetela!

lunedì 22 dicembre 2008

Best of 2008

In due parole, senza troppi fronzoli e in ordine alfabetico, vado a illustrarvi il meglio del 2008 secondo l'insindacabile opinione del sottoscritto!

Best Album - La categoria in cui la scelta è stata più dura, certamente. Tanto Bob Catley quanto i Journey, infatti, hanno prodotto dischi di qualità eccelsa. Alla fine, il mio voto va al cantante dei Magnum, la cui fatica solista, "Immortal" è un concentrato di magia, epicità, melodia e sentimento.


La splendida voce di Bob svetta come sempre, ed è splendidamente accompagnata da una band di musicisti di talento, tra cui spicca e merita una citazione - ovviamente, essendo l'autore di tutti i brani - Magnus Karlsson. Un album da ascoltare e riascoltare, immediato ma al tempo stesso profondo, di quelli che ti catturano subito ma che non mostrano segni di cedimento dopo pochi ascolti, anzi. Da avere assolutamente, come del resto vi avevo già detto.

Best Book - Qui devo necessariamente staccarmi dall'attualità e scegliere il mio libro preferito non tra quelli pubblicati nel 2008, ma tra quelli letti dal sottoscritto in quest'anno che si avvia ormai alla conclusione. Che dire: scelgo, senza esitazione alcuna, Il Gioco di Ender di Orson Scott Card.


Fantascienza intelligente al suo meglio, che appassiona dalla prima all'ultima pagina e, nel finale, regala un paio di colpi di scena favolosi, che danno anche qualche ottimo spunto di riflessione. Come dovrebbe sempre fare la sci-fi che aspira ad essere qualcosa di più che un prodotto da consumare e dimenticare. Sul comodino, mi aspettano i due sequel, nella speranza che siano all'altezza di questo splendido gioiello.

Best Comic Book - Non può che essere il gran finale di All-Star Superman, di Grant Morrison e Frank Quitely.


All-Star Superman è il capolavoro di Morrison, è migliore interpretazione moderna del mito dell'Uomo d'Acciaio (forse la migliore di sempre), quella che più di ogni altra ne cattura la magia e l'essenza; il tutto, ovviamente, anche grazie al tratto fatato di Quitely, all'impeccabile recitazione dei suoi personaggi, alla sua visionarietà, alla sua sintesi perfetta tra epica americana e sensibilità europea. Ora, non resta che aspettare l'inevitabile ristampa Absolute tra un paio d'anni. Sì: è così bello che vale la pena di averne due versioni.

Best Movie - Ammetto di non essere andato molto al cinema, quest'anno: troppi altri impegni e troppe altre spese. Però, tra i film che ho visto, il mio voto va sicuramente all'imprescindibile Cavaliere Oscuro!


Mi sono dilungato fin troppo sul film nel post che trovate linkato qui sopra, quindi eviterò sproloqui. Dico solo che trovo The Dark Knight il miglior film live-action sui supereroi che sia mai stato realizzato, e un grandissimo film in assoluto.

Best Videogame - Scelta parecchio difficile anche qui. Dopo un 2007 di grazia, anche il 2008 ha portato in dote a tutti i gamer una serie eccezionale di titoli di altissima qualità. Stiamo veramente vivendo un momento d'oro, in cui la creatività e la tecnologia vanno a braccetto per proporre titoli tanto belli da vedere quanto divertenti da giocare, e, ormai sempre più spesso, anche dotati di storie intelligenti e accattivanti. L'elenco di tutti i giochi di valore pubblicati quest'anno per le varie piattaforme porterebbe via chissà quante righe, e alla fin fine mi ritroverei a fare uno sterile elenco di nomi, quindi andiamo subito al dunque. Il mio voto in questa categoria va al capolavoro di Bethesda: Fallout 3



Anche di questo gioco ho già parlato diffusamente nel post linkato. Un vero must, uno dei migliori giochi di questa generazione, immenso e profondo, coinvolgente e cinematografico... Ma soprattutto, dannatamente divertente. Un grandissimo sforzo produttivo, coronato dal successo.
Doveroso citare gli altri titoli che, a mio parere, meritano la piazza d'onore: Fable II e Dead Space. Altri due giochi davvero eccezionali, che non dovrebbero mancare nelle vostre collezioni.

E questo è tutto per il Best of 2008 di Deep Sound 9!

venerdì 19 dicembre 2008

Star Trek

Il "Widget" del nuovo Star Trek arriva su DS9 (il blog... Non la serie TV)!

Fatelo girare!

mercoledì 26 novembre 2008

Star Trek - Il ritorno

Mi sono reso conto che non l'avevo ancora postato...



Bene, bene, bene. Penso che possiamo essere fiduciosi e cautamente ottimisti. E Zachary Quinto è veramente identico a Leonard Nimoy... Impressionante! Talk about "great casting"...

E poi, l'astinenza da Star Trek ormai cominciava a farsi sentire.

martedì 22 luglio 2008

Il Cavaliere Oscuro - Recensione non-spoiler


Nei confronti de Il Cavaliere Oscuro, il secondo film di Batman firmato da Chris Nolan, avevo delle aspettative altissime. Batman Begins mi era piaciuto molto, e tutti i commenti in rete portavano a pensare che il suo seguito sarebbe stato ancora meglio. Sin dalle prime foto del Joker interpretato da Heath Ledger si era capito che ci saremmo trovato di fronte a qualcosa di speciale, a una visione di Batman e del suo mondo capace di lasciare il segno in maniera indelebile. I primi trailer non fecero che confermare queste impressioni, facendo salire l'hype in maniera eccezionale in tutti gli appassionati dell'uomo pipistrello, sottoscritto compreso. Nel frattempo, Heat Ledger ci ha lasciato, contribuendo (brutto dirlo, ma è così) a dare un'ulteriore spinta alla curiosità della gente per il film, che è diventato anche il suo testamento artistico.

Ieri sera, ho finalmente potuto vedere la pellicola nell'anteprima Warner, come rappresentante di DC World/DC Forum, grazie alla gentilissima intercessione dell'amico Andrea Voglino. E le aspettative di cui sopra sono state addirittura superate.

The Dark Knight/Il Cavaliere Oscuro non è solo il miglior film di Batman; non è solo il miglior film di supereroi. E' proprio un grandissimo film in senso assoluto, uno di quelli che travalicano le distinzioni di genere per proporsi come grande opera cinematografica "tout court".

Nelle due ore e mezza di durata della pellicola, Nolan riesce a condensare tutto il meglio di Batman e del suo mondo, tutti gli elementi fondanti che lo rendono affascinante. Al tempo stesso, produce un'opera di indiscutibile valore cinematografico, un gangster-movie nella miglior tradizione di Scarface, del Padrino, de Gli Intoccabili, con un retrogusto amaro e un sottotesto morale non indifferente, senza per questo rinunciare alla spettacolarità dell'azione tipica dei blockbuster estivi americani. E' un film incredibilmente ambizioso sotto tutti i punti di vista, eppure non cade mai, non perde un colpo, e in definitiva si dimostra all'altezza degli altissimi obiettivi che si prefigge.

La sceneggiatura fila, è solida, tutti i conti tornano. Ogni dettaglio, anche quello apparentemente più insignificante, ha un fine ben preciso, è utile all'economia della storia e dello sviluppo dei personaggi. Le riflessioni sul ruolo di Batman, dei suoi nemici, della stessa città di Gotham in un mondo come quello creato da Nolan - crudo e realistico - sono davvero ben sviluppate e interessanti, e conducono a delle risposte decisamente poco rassicuranti, contribuendo a farne una pellicola diversa rispetto a tutte le altre dedicate alle vicende degli eroi dei fumetti.

Gli attori forniscono tutti una splendida prova, sono tutti molto in parte, sia quelli già visti in Begins che tutti i nuovi. Il Joker di Heath Ledger è uno splendido avatar del caos, un monumento alla pazzia, ed è difficile non metterlo in relazione con la prematura scomparsa dell'attore. Un ruolo così è di quelli che ti consumano emotivamente, e Heath ha dato tutto se stesso per portare finalmente anche sullo schermo una versione del Joker degna della sua miglior controparte a fumetti. In alcune scene, è davvero disturbante e spaventoso. Il suo testamento artistico non poteva essere migliore. Ma non è soltanto Ledger a risplendere. Il quadrato dei personaggi principali vede, accanto a Batman e a Joker, anche Harvey Dent e Jim Gordon, e tutti sono interpretati e caratterizzati benissimo. Christian Bale è ancora più convincente che in Begins, rende ancora meglio l'idea di essere sempre sul filo tra ragione e follia, e ci restituisce un uomo pipistrello ancora più realistico e credibile, facendo perfettamente giustizia ad una sceneggiatura che, come dicevamo, mette il ruolo dell'eroe al centro di un contesto realistico, traendone le dovute conseguenze. Gary Oldman è un Jim Gordon assolutamente fantastico, coraggioso e onesto quanto fallibile e umano, e Aaron Eckhart/Harvey Dent a tratti ruba la scena a tutti, consegnando definitivamente al dimenticatoio l'orrendo Due Facce di Tommy Lee Jones con una grande prova d'attore. Perfetti anche i personaggi di contorno: Michael Caine e Morgan Freeman sono sempre impeccabili nelle parti di Alfred e Lucius Fox, e Maggie Gyllenhaal dà finalmente una vera dignità al personaggio di Rachel, sostituendo l'inespressiva Katie Holmes, unica vera pecca di Batman Begins.

Anche dal punto di vista tecnico, Il Cavaliere Oscuro è una gioia per gli occhi: ottima regia, coreografia (le scene di lotta sono di gran lunga migliori di quelle di Begins), fotografia. Si nota la quasi totale assenza di effetti digitali a favore di un approccio più tradizionale, che dà una maggiore solidità al tutto e favorisce il già citato aspetto realistico. Le scene spettacolari sono davvero spettacolari, e anche chi va al cinema principalmente per godersi l'azione e le esplosioni non resterà deluso. Vedere, per credere, la sequenza di apertura: assolutamente da applausi, uno dei migliori incipit che ricordi per un film d'azione.

Nota a margine, ma piuttosto importante: anche il doppiaggio italiano, stavolta, è di buon livello. Siamo decisamente su un altro pianeta rispetto al pessimo lavoro fatto su Begins. Questo non toglie che brami di rivederlo presto in lingua originale, ovviamente.

Per tirare le conclusioni - sempre che siate sopravvissuti a leggere fin qui - Il Cavaliere Oscuro è un grandissimo film, assolutamente da vedere, e destinato a restare nella storia del cinema non solo per i suoi incassi, ma anche per i suoi meriti. Che ci sono, e sono tantissimi. So che a Luglio gli italiani sono poco propensi ad andare al cinema, ma datemi retta. Non perdetevelo. Per nessun motivo!

lunedì 21 luglio 2008

Stasera


Non

vedo

L'ORA!

martedì 18 dicembre 2007

Freak like me

Batman Begins, per noi estimatori del Batman dei comics, è stato uno degli eventi cinematografici degli ultimi anni. Christopher Nolan e suo fratello, assieme a Dave Goyer, hanno scritto finalmente un Batman davvero simile alla propria controparte a fumetti, e l'hanno messa in scena con grande perizia, oltre che con un cast da favola. Christian Bale è senza discussioni possibili il miglior Batman mai visto sullo schermo, credibile sia nel ruolo del pipistrello che in quello di Bruce Wayne; Michael Caine, un Alfred da Oscar per il miglior attore non protagonista, Gary Oldman un commissario Gordon che sembra uscito direttamente da "Year One"; Liam Neeson, un Ra's al Ghul carismatico e letale e Cillian Murphy uno Spaventapasseri inquietante, dagli occhi di ghiaccio. Peccato solo per quella mezza incapace di Katie Holmes, ma tanto si vedeva poco e contava meno. Per il sequel in arrivo l'anno prossimo, "The Dark Knight" sono stati tutti confermati tranne... Indovinate chi? Esatto. La Holmes. Il che, già di per sè, promette bene, anzi: benissimo!

Ma ancora meglio promette questo primo, incredibile trailer.



A giudicare da queste prime immagini, anche il nuovo arrivato Heath Ledger sembra decisamente avviato a lasciare il segno. Potrà farci dimenticare senza troppi rimpianti la fenomenale interpretazione del Joker dataci da Jack Nicholson nel primo Batman di Tim Burton? E' difficile a dirsi, ma certamente le premesse ci sono tutte.
Il suo Joker, da quello che abbiamo potuto vedere, sembra veramente uno piscopatico di prim'ordine. Il suo aspetto è tremendamente inquietante, a tratti addirittura disturbante (certe foto, in cui la cicatrice che ne completa il sorriso è molto evidente, sinceramente faccio fatica a guardarle, pur sapendo che si tratta di una splendida finzione!). Il personaggio di Nicholson era grottesco come tutto il registro usato da Tim Burton per i suoi film; era affascinante, magnetico, sopra le righe con tanta costanza da essere a suo modo credibile. E soprattutto, Jack resta un inimitabile istrione. Ben consci di questo, i Nolan, Goyer e Ledger hanno deciso di creare un pagliaccio del crimine completamente diverso. Uno che più che far sorridere fa paura. Che più che affascinare, quasi disgusta. Un ritratto di pericolosissima follia che forse piacerebbe ad Alan Moore, più vicino ai serial killer delle cronache che ai pagliacci del circo. Un personaggio, insomma, perfettamente coerente con l'universo voluto da Chris Nolan per il suo Batman già da Begins: un universo il più possibile realistico, dove la Batmobile diventa una specie di carrarmato invece di un pacchianissima fuoriserie, il costume un'armatura (in senso decisamente più pieno che nei film di Burton, dove serviva soprattutto a mascherare la scarsa prestanza di Keaton) e il clown omicida un caso clinico, in cui la follia sembra di gran lunga dominante sul gusto della performance.

E' presto per fare considerazioni di questo tipo? Probabilmente sì, visto che abbiamo solo un trailer da cui giudicare, qualche foto e qualche intervista. Nondimeno, mi andava di farle, per il semplice motivo che ho rivisto il trailer già 5 volte, e altre ancora lo vedrò nell'attesa dell'uscita del film. E questo non perché io sia un fanatico, ma semplicemente perché è proprio un trailer eccezionale, e perché sento profumo di film epocale come non mi capitava da anni. Dal tempo del primo episodio del Signore degli Anelli, per essere precisi.

Non

vedo

l'ora!

"You see, to them... you're just a freak. Like me!"